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DI NUOVO SU SUOR COLOMBA di Luigi Filippetta
con nota di Pierluigi 

  
  La lettura di un brano del libro “Inediti del territorio” di Alba Costamagna, inviatomi per e-mail da Pierluigi, mi sollecita di nuovo a intervenire sulle cose che riguardano Suor Colomba.
  Nella nota n°9 a pag.130 del libro di A. Costamagna si legge: “Sulla vita della francescana (cioè Suor Colomba, n.d.s.) morta a 80 anni nel 1781, si veda L. Massari – Vita della Beata Maria Colomba – 1851, un manoscritto che si conserva nella Biblioteca dei Passionisti di Moricone”.
  La notizia dell’esistenza del manoscritto nella “Biblioteca dei Passionisti” è  una vera sorpresa. Finora si conosceva da noi solo la copia del libro, stampato nel 1851,  ora in possesso di Pierluigi e che alcuni decenni scorsi era custodito gelosamente da Luigino Petrocchi. Noi moriconesi avevamo addirittura in casa nostra, nel convento,  il manoscritto di quel libro, cioè l’originale, e non ne sapevamo niente: sarebbe facile dire che siamo i soliti!
  Luigino Petrocchi mi parlava qualche volta di quel volume in suo possesso  come unica testimonianza scritta su Suor Colomba, pervenuta a lui in quanto cosa di proprietà di un medico moriconese De Vecchis, parente di sua madre Norina De Vecchis (si potrebbe anche ipotizzare come copia donata dal medico Luigi Massari al collega De Vecchis).
  Da come me ne parlava, Luigino Petrocchi si rigirava in mente, più che nelle mani, quel libro del Massari, senza che ne venisse a capo sul da farsi: forse gli sembrava troppo faticoso ricavarne una narrazione semplificata ed essenziale, comunque rapportata agli interessi culturali e ai modi di pensare ed anche al linguaggio narrativo del nostro tempo.
  Con mia grande sorpresa, un giorno me ne parlò Don Aleandro, che mi disse di averlo avuto da Luigino Petrocchi, nella speranza che fosse in buone mani non solo per custodirlo, ma soprattutto per farne buon uso.  Don Aleandro me ne parlò, perché a sua volta era stato sorpreso dalla figura di Suor Colomba come gli emergeva dalla lettura del libro del Massari. Ma non solo sorpreso: era affascinato dalla personalità di quella donna tanto umile e quasi illetterata e nello stesso tempo di così grande personalità che era richiesta di consiglio da molte autorità civili e religiose di tutta la Sabina.
  Non fu minore la mia sorpresa quando me ne parlò Pierluigi, cui quel medesimo libro era stato affidato da Don Aleandro, anch’egli sperando che se ne facesse buon uso. In verità già ne aveva fatto buon uso lui stesso, Don Aleandro, poiché non solo lo aveva letto, ma ne aveva pubblicato diversi e profondi commenti sul Bollettino delle Suore del Monte Calvario, che io avevo letto di volta in volta che venivano pubblicati.
 La scelta di Don Aleandro di affidarlo a Pierluigi non poteva essere migliore. In verità l’avrebbe potuta affidare alla Biblioteca come sua naturale destinazione; ma a che pro?  Infatti Pierluigi non solo ha provveduto a pubblicare sul Nuovo Grillo Parlante di Moricone gli scritti pubblicati da Don Aleandro, ma, sempre sul Grillo,  sta procedendo alla pubblicazione dello stesso libro di L.Massari, proprio sotto il titolo di “Suor Colomba”.
 Voglio ancora solo accennare al titolo del libro del Massari, “Vita della Beata Maria Colomba”, e mi domando: Perché il Massari la dice Beata? Ci sarebbero da fare ricerche in merito, a meno che l’Autore non abbia voluto esprimere retoricamente deferenza con quell’attributo, il che sembrerebbe però davvero eccessivo. Ma fosse davvero beata?
                                   Luigi Filippetta

                                          Nota su Suor Colomba per Giggi

Caro Giggi,  anch’io, quando ho letto che Alba Costamagna ha citato il libro del Dottor Massari sono rimasto interdetto: possibile che Don Aleandro prima ed io dopo, saremmo stati così superficiali? Ho controllato ed il titolo del libro (almeno quello stampato) è “ VITA DELLA SERVA  DI  DIO  SUOR MARIA COLOMBA DI GESÚ”
e non “ DELLA BEATA “.  Il libro che Don Aleandro mi lasciò in consegna per poter contare sul proseguimento dei suoi, apparentemente, inutili sforzi di far conoscere questa sorprendente  Persona, è a quello che si può rilevare la copia dattiloscritta del libro edito nel 1853 dall’editore romano Filippo Cairo. Si può avere conferma dell’avvenuta pubblicazione del libro qui
A meno che non sia accaduto come al “Diario “ di  “Adelina l’americana” (moglie di Nicola Morelli) sulla fuga dei prigionieri da Borgo Santa Maria, che nel 1943/44 lasciò il manoscritto ai Passionisti e anche di quello abbiamo potuto ritrovare solo un diario dattiloscritto con evidenti note personali del trascrittore. 
Ho cercato e continuo a cercare una copia di questa edizione, senza risultati. Se tu, vecchio divoratore di ricerche, potessi darmi qualche indizio….
Ciao e grazie.

 
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