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     Luigi Filippetta

   BUROCRAZIA

                                                              BUROCRAZIA    

 

   Burocrazia è l’accusa sempre più frequente verso la funzione della pubblica amministrazione. A sentire molti, specialmente politici, la burocrazia sembra una ragnatela malefica. Pare che la ragnatela si produca da sé, come un essere mostruoso, a cui più si tagliano più si moltiplicano le escrescenze maligne disposte in reticoli labirintici, in cui prendono forma e si svolgono le cosiddette pratiche burocratiche.

  Nei loro percorsi, detti iter, le pratiche s’infilano negli uffici, concepiti come gangli su piani verticali,  in linee di subordinazione e di supremazia gerarchica, secondo  ben definite e precise competenze. Uffici che si snodano secondo un medesimo schema in ciascuna branca amministrativa dello Stato e in interferenze labirintiche tra tutte le molteplici e diverse branche.

   Sono guai, per chi incappa nel reticolo dei labirinti burocratici. E per cadervi, a volte basta l’apertura formale di una pratica, non sempre a richiesta del cittadino, ma spesso per iniziativa proprio di un ganglio/ufficio qualsiasi del sistema labirintico. Perché allora la massa delle leggi, delle normative, dei regolamenti attuativi, delle ordinanze, delle disposizioni, delle circolari, ecc, delle varie branche della pubblica amministrazione, scatta con le sue trappole vischiose non solo a  frenare ogni iniziativa, ma anche ad impigliare un poveraccio fra mille inestricabili problemi.

   Già, perché la burocrazia, costituita dalla massa di leggi e leggine, da interpretazioni delle normative, dei decreti e dei regolamenti dello Stato e dei suoi enti, dalle regioni alle province, ai comuni,ecc., richiede tempi tecnici e spesso si presenta al cittadino come una ragna in cui è quasi sempre difficile districarsi per svincolarsi e liberarsene, sicché quei tempi tecnici a volte diventano biblici.

    Una ragna in quanto insieme di leggi e normative che si accumulano in un intrico a dismisura e informe, talché ogni ufficio, per ogni suo atto, è costretto ad elencare in ogni preambolo una lunga sfilza di richiami e collegamenti di precedenti disposizioni: Vista la Legge N°… del…(data); Visto il Decreto N°… del…(data); Vista la disposizione N° … del…(data) e così via per qualche mezza pagina o anche per una o due pagine, per poi dichiarare la sua volontà nel dispositivo dell’atto stesso ( decreta… dispone.., ecc.).

  Il bello è che frequentemente ogni ufficio  nel formulare ed emettere un atto si trova nell’ambiguità del suo agire, perché applicando una disposizione per l’esplicazione dell’azione amministrativa o per la tutela di qualche diritto dei cittadini, si trova nel rischio di ledere altri diritti in base ad altra disposizione ugualmente vigente. Ed è lì che spesso  il funzionario si arrovella nei suoi dubbi, poiché una disposizione lo sollecita ad una decisione da tradurre in atto formale, ma un’altra norma lo spinge ad una decisione diversa dalla prima, sicché la  firma di un atto gli si presenta spesso come un azzardo: ed è lì che gli si offre la facoltà di decidere nel miglior modo, ma a suo rischio e pericolo di un ricorso con tanto di avvocato. Già, per questo ci sono gli avvocati!

   Proprio per l’ammasso di tante leggi, c’è da noi un grande numero di avvocati e la sterminata quantità di cause che i tribunali sono chiamati a giudicare. Ma si continua a produrre leggi e leggine, spesso senza abrogare le precedenti. E nel guazzabuglio ci sguazzano appunto gli Azzeccagarbugli utilizzando l’intrico delle grida di manzoniana memoria. Ma allora che c’entra la burocrazia? C’entrano coloro che fanno le leggi a iosa, l’una sull’altra, e che dicono invece: E’ la burocrazia! Un bel modo di giocare all’imbroglio!

   Il groviglio delle norme richiederebbe semplificazioni e trasparenza. Ma si sa, le semplificazioni/riforma (perestrojka) e la trasparenza (glasnost) hanno giocato un brutto tiro a chi (Gorbaciov) le voleva per il bene del popolo, come spesso lo gioca in ogni tempo e in ogni luogo a chi agisce per il bene della gente. Ma davvero il popolo ha gli occhi per vedere e la volontà per volere cose così semplici? O non sono i politici che ci giocano? Ci giocano con i cittadini a cui dicono “E’ la burocrazia!”. E ci giocano con la burocrazia, sfornando sempre nuove leggi, nuove normative, ampliando e rinfocolando sempre di più proprio la burocrazia! Quella che dicono di combattere!

                                                                                                                 Luigi Filippetta


 
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