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ANCORA SULLA FALSA MORTE DELLE IDEOLOGIE
 di Luigi Filippetta   con  CONTRAPPUNTO  di Pierluigi


Ho visto che Pierluigi ha ripubblicato sul suo nuovo sito IL NUOVO GRILLO PARLANTE DI MORICONE  il mio articolo intitolato La falsa morte delle ideologie con il suo contrappunto e la sua ”provocazione”/barzelletta.
   Proprio questa  “provocazione”, che concerne la presunta inattuabilità del comunismo, mi muove a questo nuovo intervento.
    Prima di tutto noto che la barzelletta riportata da Pierluigi è condotta sul filo del buonsenso proprio per ingannare sapientemente il popolo degli elettori. Sul quel filo del buonsenso noi possiamo concedere l’inattuabilità del comunismo in qualsiasi realtà sociale, ma non possiamo concedere il raggiro: il raggiro, l’inganno della barzelletta e della propaganda stava (stava e ancora sta, giacché oggi lo usano ancora Berlusconi e la sua destra) nel fatto che con il comunismo veniva accomunata e combattuta, pur senza nominarla, l’ideologia socialista.
   Si ricorderà ( e lo ricordano certamente tutti quelli della mia generazione) che in quel tempo (secondo dopoguerra) la propaganda antipopolare e antisocialista non impiegava solo barzellette, ma anche infami calunnie (come quella secondo cui i comunisti mangiavano i bambini ) e le Madonne pellegrine  piangenti, cioè proprio quelle stesse Madonne pellegrine piangenti che erano state già mobilitate con efficacia nelle processioni antinapoleoniche, poi nelle processioni antirisorgimentali e contro i liberali, autori delle cosiddette “leggi eversive” che sancirono l’espropriazione dei beni della Chiesa (poi si parla dei comunisti che sono cattivi!).
   La macchina della propaganda antipopolare è vecchia, ma sempre sottile, complessa, efficace, poiché il popolo si lascia facilmente ingannare. Altrimenti perché i ricchi, i potenti, i danarosi, insomma tutti i proprietari di banche e di società per azioni si comprerebbero i giornali, le televisioni, persino le case editrici, pur rimettendoci fior di quattrini? Sono proprio questi marchingegni della comunicazione e dell’informazione che svolgono una sottile ed efficacissima propaganda antipopolare, anche quando diffondono fiction e film che sembrano del tutto innocui, ma che in realtà possono inoculare tossine, disinformare, distorcere la realtà, procurare assopimenti di spirito, assuefazione e rassegnazione a fronte dei problemi assillanti del nostro vivere quotidiano, pure in presenza di miseria.
   Oggi questi loro marchingegni sono assai efficaci persino nel farci credere  che il P.D. sia un partito di sinistra (roba da ridere)  così anche quando diffondono ripetutamente la notizia della morte delle ideologie, mentre tacciono sul trionfo della loro ideologia.
   Oggi sono assai efficaci questi loro marchingegni anche quando tacciono su quella loro ideologia liberal-liberista, che ha prodotto l’attuale sistema economico-sociale, in cui il dieci per cento della popolazione si arricchisce sempre più e possiede la metà della ricchezza del nostro paese, mentre il resto della popolazione (il 90%) s’impoverisce sempre di più, toccando persino lo stato di miseria con la massa dei disoccupati. E sono anche efficaci quando decretano il fallimento della teoria marxiana della dialettica del materialismo storico.
       In effetti oggi si è avverata la prima parte della previsione di Marx, cioè si è avverata la globalizzazione del mercato, la globalizzazione della finanza, dunque la globalizzazione degli affari del capitalismo. In altre parole  i capitalisti di tutto il mondo si sono uniti, hanno abolito i confini nazionali (vedi la Comunità Europea) portano i loro soldi nei paradisi fiscali o dove più a loro conviene, delocalizzano le imprese là dove il minor costo della manodopera consente loro un maggior guadagno, se ne infischiano del sentimento nazionale (quel sentimento con cui , quando loro conveniva, promossero guerre sanguinose)  se ne infischiano della disoccupazione che si genera e della disperazione di milioni di disoccupati e sottooccupati.
   C’è da vedere se si avvererà la seconda parte della previsione di Marx, quella del “proletari di tutto il mondo unitevi!” di fronte, appunto, all’unità di tutti i capitalisti nel processo di globalizzazione. Non ci credo. Non credo al determinismo della dialettica della storia, poiché i possessori dei mezzi di comunicazione e degli altri strumenti culturali possono facilmente manipolare le coscienze delle classi subalterne. La teoria di Marx non si affermerà, né si affermerà il socialismo, perché le classi subalterne non saranno mai unite a causa degli appetiti egoistici dei singoli.
    Ma i megafoni dei capitalisti non ci vengano a dire almeno che le ideologie sono morte, perché quella loro, quella del capitalismo è forte e dominante, perché intanto manipola coscienze e intelligenze, anche quelle delle cosiddette persone istruite, su cui si manovra mediante un sempre più diffuso analfabetismo di ritorno.
    E non ce lo vengano a dire, perché ci sarà sempre una parte di noi che non rinuncerà mai alla speranza di una società più giusta e più umana, in cui non ci siano almeno ricchi troppo ricchi e poveri troppo poveri, che si trascinano con i loro figli nella miseria. Perché ci saranno sempre uomini che non rinunceranno mai a un ideale di giustizia sociale, cioè a una ideologia socialista.
                                                         Luigi Filippetta
Il mio contrappunto:
 
Finalmente! La mia barzelletta, alla pubblicazione dell’articolo, doveva scatenare il risentimento, l’indignazione di Giggi in un periodo in cui, malgrado ormai quasi ci si vergogna di considerarsi “COMPAGNI” ed i marpioni liberisti non solo gongolano ma continuano a calpestare quella poca dignità che è rimasta sparsa qua e là.
Al tempo! Come si usa dire in caserma, in parte c’è un fondo di verità, nella barzelletta, che riguarda quegli opportunisti onnipresenti in tutti gli schieramenti!
Siccome chi dovrebbe stare in galera e non potrebbe più nemmeno affacciarsi alla finestra di casa sua, è invece tornato alla carica continuando a dir male della sinistra ed i comunisti ancora mangiano i bambini, ho rilanciato la provocazione. Torno a ribadire che io non sono mai stato comunista, non perché mi fossi vergognato di esserlo ma perché non sono mai riuscito ad esserlo per affezione al socialismo.
Con gli anni poi, ho distinto tra stalinismo e comunismo e quest’ultimo dovrebbe essere una sorta di socialismo. Mi scuso per la banalità del discorso, ma non riesco ad esprimermi con competenza filosofica. D’altronde, lo ha già fatto Giggi, con la sua lucida franchezza.
                                                                                                     Pierluigi

   


 
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