LA MIE PUBBLICAZIONI
 
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                 LA PAGINA DI PIERLUIGI

   CENNI BIOGRAFICI

PIERLUIGI CAMILLI  nato a Moricone nel 1935. Conseguito il diploma di tecnico radio, ha continuato a coltivare la sua passione per la letteratura. Ha un innato senso ritmico per  la Poesia: la sua prima poesia, 1949, gli frutto la sospensione per lora di lettere in I media. Scrive  poesie, sia in lingua che in dialetto (Romanesco e Moriconese); ha partecipato a pochissimi concorsi (cinque per lesattezza) e ad uno  ha ottenuto il primo premio, ad uno il secondo ed il terzo ad un altro. Ma la sua vera passione la curiosit letteraria e teatrale. Fin da ragazzo ha fatto parte di gruppi teatrali (filodrammatiche) locali, con qualche momento di creativit con la soddisfazione di qualche suo scritto rappresentato. il cervello del Gruppo Teatrale U Mascar (fondato nel 1991) del quale dei tre fondatori, praticamente, lunico rimasto in scena ma dal 2009 ha ceduto la regia al suo aiuto.
Ha avuto un esperienza di lavoro in Svizzera, dove ha curato, nei momenti di svago, una compagnia teatrale in lingua italiana. Ha scritto in collaborazione con la cugina, Carla Camilli,  NUI PARLEMO CUC  Vocabolario moriconese con annessa grammatica; inoltre continua ad  occuparsi dello sviluppo del dizionario in forma elettronica. Ha pubblicato in romanesco: "GENESI" in terzine, "LA CREAZZIONE DER MONNO" sonetti, "ER PARDISO NOSTRANO" sonetti, "COME VEDO LI DIECI COMANDAMENTI" sonetti; in dialetto moriconese: "U VIRU RATTU D'E SABBINE" sonetti, "E RADICHE DELL'OMMINI" sonetti. Ha curato la pubblicazione di "LA VITA DI SR.  MARIA COLOMBA DI GES"  in tre volumi.  

 SCUSATE SE QUALCHE PAGINA NON RISPONDE MA STIAMO PROVVEDENDO

 
 

 
LINGUA
MURRICONESE
  1. A Bona famija
  2. A brubbruja
  3. 'A  canna e u vntu
  4. 'A  catecoria de 'e perzone
  5. corza de 'e colate
  6. 'A cumugn
  7. 'A  ferratura
  8. 'A fronte jarda2
  9. 'A liva
  10. 'A  merla
  11. 'A  mmidia
  12. 'A  moralit'
  13. 'A n'aru p
  14. 'A partita a briscula
  15. 'A  pasticca nova
  16. 'A poppea deu cavallu
  17. 'A prepotenza dell'idee
  18. 'A  regginlla
  19. 'A revennicasi
  20. A  sborgna
  21. 'A scanzia
  22. A Scola de m
  23. 'A socet nostra
  24. 'A  sopravvivenza
  25. 'A  strada dell'oju
  26. 'A tramoggena
  27. 'A vecchiaia
  28. 'A  vita
  29. Abrile
  30. Agustu
  31. Bucolica
  32. Certa fame
  33. Certe giornate
  34. Che cunfusio'
  35. Che munnu
  36. Che parlo a ff
  37. Chi non za lgge
  38. Cc 'ng 'ng
  39. Cinque lena
  40. Com' fatta 'a gente
  41. Come 'a befana
  42. Come San Francesco-
  43. Come sarra'
  44. Cucuzzillu
  45. Dau dendista
  46. Ddo ce portarrau
  47. De che so fatte 'e stelle
  48. Dicembre
  49. Doppu
  50. 'E cerase
  51. 'E mani
  52. 'E mela  cotogne
  53. Ecchime
  54. 'E radiche de l'ommini
  55. Epitaffiu
  56. Fatica
  57. Febbraru
  58. Ferragustu2013
  59. Filosofu
  60. Fine Agustu
  61. Fontanili
  62. Furnu1
  63. Furnu2
  64. Gennaru
  65. Giugnu
  66. I cunzij de l'esperti
  67. Impotenza
  68. I nonni
  69. I sugni da monellu
  70. L'allicria de nepoteme
  71. L'amore dei ragni
  72. L'Angilu Custode
  73. L'apparenza
  74. L'equivoco
  75. L'oro dell'ore
  76. Luju
  77. Ma Dio
  78. Maggiu
  79. Mai e mani nn
  80. Ma u piandemo Maggiu?
  81. Marzu
  82. M' recascatu
  83. Micittu
  84. Modestia apparte
  85. 'N'amico retrovatu
  86. Non ze p mai sap
  87. Novembre
  88. Novembre 1962
  89. giustu
  90. Ognunu se sacrifica come p
  91. parl
  92. O parl de fore
  93. Ottobbre
  94. PadrunuLadruni
  95. Paese Itagliano
  96. ParoleSante
  97. P camp
  98. p ff funzion
  99. Penzemoce bene
  100. Penzemoce un p
  101. Penzeri cuc
  102. Perch
  103. Pi tempu passa
  104. Quanno cacarrau ..
  105. Quanno giochmmo a Caciufriscu
  106. Quanno 'o caperremo
  107. Quanno rriva
  108. Quantu sarria bellu
  109. Quist'anno
  110. Recordnno
  111. Rembiandi
  112. Repetita
  113. Se p casu1
  114. Semo passati all'Euro
  115. Settembre
  116. Similes cum similibus
  117. Straccu
  118. Strane binidisiuni
  119. Strollichi
  120. T fatica, t!
  121. Tra luscu e bruscu
  122. Tranquillita'
  123. U campanellu 'nna coda
  124. U cchiaracqua
  125. U cillittillu ngabbia
  126. U  fcu
  127. U Lupu pinditu
  128. U paese dei balocchi
  129. U Potatore
  130. U rendicuntu
  131. U Scalabr
  132. U Sle straccu
  133. Un cunziju
  134. Un p 'e serenit
  135. Vurria f 'na poesia...
  136.  
ROMANESCO
Certi attentati
  1. Acquarello
  2. Ambasciata
  3. Amor proprio
  4. Attrazzione
  5. Bagarini
  6. Beati
  7. Bellarmino
  8. Carit
  9. Cattiveria e Bont
  10. Certi progressisti
  11. Certi Valori
  12. Cervelli fracichi
  13. Ched' la Poesia
  14. ComeRinascimento
  15. Come vedo la Curtura
  16. Comprensione
  17. Cornacchie
  18. Correnti
  19. Da sempre
  20. Dignit  o  amor proprio
  21. Dovemo sta soli!
  22. E che ce v
  23. poesia
  24. Ecce Homo
  25. Educatori
  26. Emigranti
  27. Epigrammi
  28. Er cavallo e ir porco
  29. Er Ciclo
  30. Er Confessore
  31. Er crede
  32. Er granato
  33. Er mitra marito della mitra
  34. Er monno a scale
  35. Er monno de gesso
  36. Er parl  chiaro
  37. Er perch
  38. Er pummidoro radicale
  39. Er risentisse
  40. Er senso de le cose
  41. Er Tempo p certi
  42. Er trenino
  43. Er valore
  44. Er vecchio giovane
  45. sse italiano
  46. Esse Maestro
  47. Fame
  48. Fatti
  49. Filibusta moderna
  50. Fine agosto
  51. Fiori
  52. Grazzie!
  53. Grillanti
  54. Impressioni
  55. Improvvisazione
  56. In girum
  57. Innocente!
  58. Innocenza
  59. Io e la Russula
  60. Istruzzione o curtura
  61. La  memoria corta
  62. La colomba e ir pappagallo
  63. La Costituzzione
  64. La Croce
  65. la fede
  66. La lacrima
  67. La Morte
  68. La Morte posticcia
  69. La pace
  70. La pennichella
  71. La Prescia
  72. La pubblicit
  73. La Rabbia
  74. La scaletta
  75. La scerta
  76. La scola de la legge
  77. La verit de oggi
  78. L'Aggressione
  79. L'Amicizzia
  80. L'arternativa
  81. Lavoro
  82. Le qualit
  83. Le Regole
  84. Le stragi
  85. L'Esorcista
  86. Li casi de la vita
  87. Li delegati
  88. Li Giustizzieri
  89. Li regazzini in TV
  90. Li ricordi de la speranza
  91. L'Indignazzione
  92. Lo Sganassone
  93. Loreto
  94. L'Ulivo
  95. L'uso della lingua
  96. mala tempora
  97. Ma noi che famo
  98. Metti che
  99. Mistero gaudioso
  100. Mistero scoperto
  101. Mistero svelato!
  102. Modi
  103. Momento di sconforto
  104. Morale pelosa
  105. Mortori
  106. Mostre
  107. Multietnie
  108. 'Na brutta razza
  109. Napoli
  110. Natale di emigrante
  111. Natale oggi
  112. Noantri e la storia
  113. Novi modi de d
  114. Nun c' rimedio
  115. Nun vojo pi
  116. Ognuno se difenne
  117. Panem
  118. Parole in fuga
  119. Per cui
  120. Pregare a pagamento
  121. Provvidenze
  122. Pudicizzia
  123. Quale pace
  124. Questi
  125. Raccomannazzione
  126. Raschiamo er fonno
  127. rientro in famiglia
  128. Riflessioni natalizzie
  129. Riflettemoce su
  130. rime bozzate
  131. Rimpianti
  132. Ringrazio, anche se
  133. Ringrazziamento!
  134. Ritrovasse
  135. Rivoluzzione
  136. Rosa e Calabrone
  137. Scenza
  138. scoccodi
  139. Sconforto
  140. Sei sempre tu
  141. Semo arivati
  142. Sempre  regazzini in TV
  143. Seveso
  144. Sfogo d'orgoijo
  145. Sopportazione
  146. Speranze
  147. Spes ultima res
  148. Sposalizzi
  149. Teorie
  150. Terrorismo
  151. Torri
  152. Un omo c le palle
  153. Vittoria cor pieno
  154. Vorei vede
  155. Vorrei spiegamme
  156. Zelo
  157.  
 





















 



 
  

DEPOSITO POESIE 
 
 

           CI  STO  LAVORANDO    ◄  ◄  ◄     CE STAJO A LAVOR ◄  ◄   ◄  CE STO LAVORANNO  ◄  ◄  ◄  

                             
     

                       
BUONGIORNO

Buon giorno.
Buon giorno
Cosa mi dite di brutto?
Di cose brutte, signora,
ne avrei per parlarne
sino alla fine dei nostri giorni!
Parliamo piuttosto
 di cose belle,
che son poche:
parliamo di voi
signora
!







CAGLIOSTRO
 
Cagliostro!
Almeno davi lillusione
di guarire la gente!
Inchiostro!
Oggi se ne spreca a profusione,
per non far niente!!
Riforme!
Fatte di malavoglia,
ti lasciano morire!
Deforme!
Davanti alla soglia
dellospedale rimani a soffrire!
Analisi!
Richieste per controllare
la vista che stai perdendo!
Si in crisi!
Costa un occhio, non si pu fare:

rimane il miracolo del teverendo!








POESIA SPRECATA

1982

Pi  leggiere di te se ne son viste?
Dioneguardi! Nemmeno alle riviste
hanno il tu-tu pi variabile del tuo!
Scrivi per me seriamente
Certamente!
Prima vedi di finire quel riso
sciocco che hai sul viso;
lascia gli epiteti per un linguaggio  pi bello;
lascia spazio a nuovi neuroni
che ti carichino  di grigio il cervello!

 






 

TUTTI AL MARE

Tutti al mare, tutti al mare,
a mostrar le chiappe chiare.
Ma con linquinamento,
il costante aumento,
potremo mostrar chiappe
ridotte a calappe!
Lappartamento al mare follia!
Con questi tempi solo fantasia:
ma se la prende tutto il vicinato,
firmo cambiali:ho bello che trovato!
Il mare inquinato
Pi che laltranno.
Ma ormai ho comprato
La tenda a capanno,
debbo forzatamente
>andar con laltra gente!

 







 

SEPOLCRI IMBIANCATI
1982

Disse: Voi, bianchi
sepolcri riattati
esteriormente
ma putridi e sporchi dentro!
Cambiarono veste,
anzi la tinsero!
Il nero esteriore
non serv mai
a cambiare
lo sporco in bianco!








 

UN DIO CHIEDONE

morta per un voto
fatto nella preghiera!
Ma quale padre
vorrebbe la morte
di uno  invece dellaltro figlio?
Forse sentite un vuoto,
quando una fattucchiera
dice a  vostra madre
che sono chiuse le porte
e non c nessun filtro dappiglio?
O non forse
perch la scrittura
letta a impostura
per far certe corse?
La fede pagana
ti resta dentro!
Ma guai pregare
offrire a Giunone!
Ma sulla pedana,
posta nel centro,
mettiamo un altare
di un Dio chiedone!








SIAMO ILLUSI

1963

Siamo degli illusi:
com possibile volersi bene tutti?
Egli si fece uomo
E tent di insegnarci.
Fu ucciso per questo.
Stolti!
Dai il suo a Cesare
e quel ch di Dio a Dio!
Continu a  predicare,
a dire della giusta mercede
agli operai!
Fu ucciso per questo!
Chi lha ucciso sapeva
cosa intendesse:
non diceva
per il gusto di dire!
Ma noi, lo sappiamo noi?
I loro di oggi
continuano a crocifiggere
ogni Cristo che parla di giusto!








 

E VENNE UN UOMO
( Winterthur 1965)

Un uomo venuto tra noi,
tra gente ch fuori di casa,
tra gente straniera, tra loro,
in terra straniera!
Era un uomo importante!
Venne, dissero, per darci speranza!
Quelluomo importante disse tante parole,
anche belle parole
in una lingua che sembrava italiano;
tradotto voleva dire:
Restate qui, in questa terra
cha vi fa lavorare,
cos noi abbiamo pi spazio
in patria!









 

VOCI SCONNESSE
2011

Cammino per strade
tra luoghi ripieni
di popoli alieni
tra bar e serrande;
di popoli avvezzi
al dialogo urlato
mal ragionato;
a pesanti vezzi.
Ma tutto il frastuono
solo apparenza:
in testa c' assenza
di quello ch' buono!
La mente rifiuta
dudir le parole
che restano sole
in un sacco di juta.








 

VORREI

2005

Vorrei
come un tempo,
scrivere poesie
scorrevoli e dolci.
Vorrei
trovare le parole
ma ho in testa un vespaio;
la mia mente uragano.
Vorrei
dire delle ingiustizie, delle brutture
in un epoca come la nostra:
dove tutto pare preciso;
tutto giusto.
Vorrei
dire: Sei per tre nove!,
in questera di estrema precisione;
di calcolo.
Ma soprattutto vorrei poter dire:
Tieni, fratello, met tuo;
laltra met per me!










'A BBONA FAMIJA

 (Trasposizione in murricnese  dal sonetto del Belli)

 

Nonnoma, quanno a sera rev tata,

se rrizza da fil, lla pra vecchia;

rettizza ncarbunittu pp pparcchia

e ccundisce npar de fronne de nzalata.

A vvte ce cucina na frittata,

che a mettela nno lume ce se spcchia

come fosse attravrzu de na rcchia;

qattro nuci e a cena terminata!

Pp, intanto che sistema a cucina,

tata, io e Crimindina

ce facemo ancora un guccittu

e quannmo finitu u bocalittu:

na pisciatella, na sarvereggina

e nzata pace ce ne jamo a lttu.







 

 

 

'A BRUBBRUJA1

    1962


Come lommini i vachi  dea liva,

quanno i butti nna scarecatora,

pare che non vidissiru mai lora,

come fosse na gran massa viva,

 fau a corre p rrivane prima,

verzu u buciu che se lha da gnotte!

Te pare come a ggente che ff a botte

E u picculittu che remane ncima,

perch quillu pi grssu lha scanzatu,

nzemmora a quillu che pare a cuja

dun cillittu nuacchiu appena natu;

 penzava che ormai sera sarvatu!

Ma s retrvu a sse brubbruja

come quillari chau macenatu!
___________
1
poltiglia, brodaglia
 








 

'A PARTITA A BRISCULA 

 

Ma che sta a gioc a mezzu c quillari?

Famme cap: ma ncapu ce t e strppe?

Ma come!? Te renvito a i a denari

e tu me cali addirittura a coppe?

- Che th da fa, se non tenea gnentaru?

Che no mi vistu? Ta ccenatu prima!

Ssse tinutu mmani checcosaru

non che serve dsse na gran cima!-

Mes te lha mparatu a nna sgurgula!

Quello che mi ccennatu, a casa mea,

volea d che non tinii a briscula!-

Qesssso a presunzione tea:

te cridi de sapine puntu e virgula

ma t u cervellu chne na scorrea!-










'E MANI DE 'NA FEMMONA
5 novembre 2011


Non saccio ste vistu mai e mani

de na femmona mentre che lavora,

che stira, che pieca i succamani,

che scrive o mmassa sopre a spinatra,

quanno recconcia n paru de casuni,

quanno recoje a liva o scacchia a vigna,

quanno che llatta o dice lorasiuni,

quanno recama o st a scozz na pigna! 

Pe queste cse cco, quanno e fane,

coe dta pare sona u viulinu

pare che stesse sembre a recamane! 

E quanno p te fane na carezza,

te sndi addssu nbrividu divinu

e te se passa ogni amerezza! 










'A FRONTE IARDA2
 

Ho sempre ntisu a ggente:

-Unu coa fronte jarda

pine ntiligente-

Unidea gajarda!

Allora ho penzatu

(no pp ff u sapiente)

ma unu ch pelatu,

secondo stu quoziente,

ha da esse scienziatu!

Sta csa de confrtu,

me lh quaci sposata,

da quanno me so ccrtu,

vedennome nn specchiu

cha fronte diventata

jarda pi dun tincchiu!









SCROSCIARE DI PIOGGIA
  23 Aprile 2008
 

Scrosciare di pioggia: musica dacqua
che dolce ti culla
nel torpido aprile che stenta,
col suo sciacqua e risciacqua,
il freddo a lenire.
Scrosciare di pioggia: vociare confuso
di gocce pesanti
che parla ai viandanti che non san capire.
Scrosciare di pioggia: frammenti di vita
che cadono in terra
chiamando a raccolta
umori geniali di enzimi vitali,
di amori, timori, speranze e illusioni
di piante e animali che sanno aspettare.










A CANNA E U VENTU

 

A Canna disse au Vntu:

-Non ce prov, che tantu

tu propiu non me scavi!-

Io me ncllo e navi,

e casi coa gente;

p me tu non z gnente! 

Respose u Vntu carmu

  U Faggiu, a Cerqua e lUrmu

i chiappo e i sconcasso;

e tu quanno che passo,

senza che te scumbini,

mabbasta che te nchini!










 

'A CATECORIA DE E PERZONE

 

Unu che se mette in zavurla

de divent arfine callicunu;

che p av raggione sembre urla;

non pija mai cunzij da gniciunu;

 non reconosce quanno fa i sbaij;

penza de sap tuttu, a modo seu;

confonne i sbadij dai raji;

crede a Cristo ma Farisu,

 non p esse n omo n animale:

fa parte de na razza differente!

A chi sta mpiazza espstu a tanta gente

e je ce coce, ce remane male

se u sfuttiinzomma non sa perde,

fa parte dea categoria de e merde!

 











 

'A CORZA D'E COLATE

1972

 

Quanno rmmo monelli e che piovea

Io e fratimu, nn finestra fissi,

quante corze, c lacqua che correa

facmmo, sopre ai fili stisi missi.

A dua a dua i fili dea luce,

tra un muru e naru, rtti dae tazzette1,

partea na colatlla, una pce2,

quanno se ngrossava, certe corzette!...

U filu verzu nui mu pijo io!

Prunti? ..PartnzaVao che littorina!3

Non vale, jace!4 Tu varda, porco zio,

sa che scardella!5 V vence e v mpatt!

vidi che ss peggio de Pierina:?

H vintu io, non serve sfoghett!

___________

1Isolatori di vetro o ceramica per ancorare

 i fili elettrici, in rame nudo.

2Pce( chiusa) = pulce

3Il nome che si dava al direttissimo

4Jace= sei squalificato, espulso dal gioco

5Scardell = barare; uno che scardella un raggiratore,

   un baro.

 








 

 A CUMMUGNO

 Luglio 1986

 

Io vurria sap da tene, m,

sciampagna sciampagnittu e sciampagn,

che ss ss lussi che pea cummugn,

tha recrompatu pure u comm!

Perch fiutu s cumunicatu,

daemo picciu, pea moda,

pe st a quilli grossi a rrota,

ai resparagni chha scanzatu!

Peu battisimu uguale;

pea cresima farrai listessu:

te ce mpegnarrai u rinale;

ih! cazzumattu, quantu s fessu:

perch tau ittu che animale

remanerrai, tu vaje appressu!








 

 'A  LIVA

Febbraio....

Appena potata

tutta schilitrita:

tutta spojata,

tutta rinzicchita!

Se a liva vecchia,

pare che te a panza,

pare che canerchia1,

da na certa distanza.

Ma lassa che a ninfa2 je rescorre

lappe i ramitti e drento a che branca,

allora a senti quaci de discorre

cou ventu che a contorce e che a sfianca.

E a tecchia3 che a loju gi precorre,

a Maggiu a terra fa divent bianca!

I rami renfronnati,

recropu e macagne;

i vachi gi ngrossati,

te fau penz e montagne

de liva cota e pronta

pe esse macenata,

e pure a nna conta,

senn va sprecata.

E quanno loju casca trento a latta4,

te pare da ved loro che fila!

Na  csa che co gnente se baratta!

Epp, se senti che nganna te ppila5,

allora a gradasione quelladatta

pe esse i primi de na grossa pila!

_______

1Tirchia

2Linfa

3Infiorescenza

4tanica

5pizzicare in gola

 









 

 

 A MERLA1 E A TRANQUILLIT

 

 Nn giardinetto sotto casa mea,

na merla maschiu fischia, fischia e canda;

quella femmona, sotto, responnea

chio, chio, ng ng, chio chio: tutta contenda;

   lari cillitti nna licina e a liva

allcri fau laccombagnamendu

quanno che allimbuvisu, cchiappa e rriva

u giardineru a rppe ll momendu.

   Piccia u motorino e lerba taja,

e ogni animale vola via

perzinun gattu soffia e se la squaja!

   Pe fforza epp te v a nostargia

de quanno ngora se ddoprava a traja2

e viaggiavi coa fantacia!

________________

1 Oggi qualcuno usa il termine merlo; in moriconese a merla vale per i due generi; per il merlo si usa appunto merla maschiu . Da piccoli sono tutti merlotti.

2 Attrezzo costituito da assi di legno con  teli legati sul basto da soma per trasportare i mancchi(covoni) di grano alla trebbiatura.









 


 

A  MMDIA

(l'invidia)

 

Do va comp, che va suc de corza?

Che te sta i a focu mezza casa?

Frmate, che h rraperta a borza

e te vurria offritte na gazzosa!

  None comp, te rengrasio tantu

ma propiu come casa sse a focu:

ggi, saperrai, portanu u Santu1

e u tempu ne tenemo propiu pocu!

 Intantu llnga u passu e va penzenno

che Ndonio tuttu u giorno sta settatu

senza fa gnende e tutti v sfottnno:

 -Io non mu bbzzo: perch ha reditatu,

sembre senza fa gnende e giochnno

e chi p corre, mancu ha magnatu!-

_________

1 Port u Santu  significa consegnare  la reliquia del Santo festeggiato  per tenerla in custodia un anno, a meno che non venga rinnovata(raramente) .














 

A MORALIT

1 Giugno 2005

 

Me piace a Morale de e perzone!

Gni tantu callicunu se resbea,

e se retrova tra e perzone bone!

Prima nze nera ccrtu che ci stea !

 E a mmatina che s missu in lista,

decide: fa sap a tutta a gente

che ha penzatu de fa u Moralista

e de mettese contro u Prepotente!

 Ma a nn foga de fallo non s ccrtu,

che non crto na bona Morale,

quella de falla rescavnno un mortu!

E come a me, penzo mp a tutti,

non ce piace chi non leale

e non ze firma, se denungia i furti!

 














 

'A N'ARU PO'......

 

Me stea p mur, e non o sapea!

Ma penza tu i casi dea vita:

a vte basta gnente, na scorrea

e pocu doppu ha chiusu: firnita!

A me mancatu un furcu1 e n cataficchiu2:

bastava che u tappu nellanga,

fosse statu come n cannulicchiu,

addio a tutti, te saluto Arga!

Angia , me dirrai Ma che vord?;

e che ne saccio! Io drentu spitale,

tra snnu e veja, lh sintitu e d!

Ma m, che staio carmu, bene o male,

vurria a tutti vui fallo sap:

a vita na csa eccezionale!

Lassete a fumatella abbituale!
____________

1 Misura data tra il pollice ed l'indice tesi
la lunghezza della falange del pollice












 

 

'A PASTICCA NOVA

21 Settembre 2007

 

Sappissi, Ari, jeri sa che h lttu!

Che se lsse pututu lgge prima,

larrmmo missu sopru giornalttu

e guadagnmmo nara p de stima!

H lettu chhau nventata na pasticca

che resana e ruttuture de capoccia:

je ref lossa e quanno che je cricca,

a llarga come fosse na saccoccia!

Ce penzi sa che csa grandiosa?

Ce penzi a stu fattu quant bellu?

Ma quantu sarria pi portentosa,

se rallargasse pure u cerevellu

a quella ggente sciapa e fastidiosa?

nsugnu che me faccio da monellu!

 












 

 

'A POPPEA DEU CAVALLU

L'EPOPEA DEL CAVALLO

27 agosto 2006

    

  Dai tmpi quanno l'Omo non ce stea,

u Cavallu, Giuv, gi esistea;

per non era com' fattu mone:

era pi picculittu deu Pavone.

     Quanno che l'Omo venea comparenno,

a mani mani u Cavallu ea crescenno!

Je sse lngaru 'e cianchi u cllu e a groppa

e aqquantu 'nzieme a l'Omo pia e galppa.

     D'allora non c' statu pi un momentu

che l'Omo non stea 'nzieme cou Cavallu,

au quale je crescea u sintimentu

     che issu l'Omo l'ea da iutallu!

E l'Omo era sembre pi contentu:

u Cavallu cumingia a salutallu!

     Se u vedea rriv, facea u nitritu

sapenno che 'a vertocia1 a rrimpijtu;

l'Omo je la daea tuttu contentu,

cuc reggea de pi u combattimendu.

     Ma n' sirvitu solo p'ea guerra:

issu u jutava a lavorane a terra;

u portava a spassu cou calsse;

u jutava a tir 'e trebbie e presse.

     Guaci uguale ce ne stea un aru,

per svojatu e ppe de pi era lentu;

ma ce l'arristi vistu cou Somaru,

     presentasse un Re a ricevimentu?

Facea 'a figura deu saragaru!

E cou Somaru sopr'un  munumentu?

     pure deu Cavallu a storia nostra:

senza de issu non ce staea a Giostra,

che p cert'ari  era u Rodeo;

i Romani ciau fattu er Colosseo

    e ciau cunquistatu mezzu munnu...

C  issu rrivatu pure l'Unnu...

Ma mo non stemo a f tutta a trafila,

senno jamo a firn finu ar tremila!

     Cuc, me pare giustu e sanu

che au Cavallu je se faccia festa!

Per un fattu a me me sona stranu:

     l'Americanu che se pija 'a resta2,

e anni fa un Buttaru nostranu

a una gara j'ha bbassatu a cresta3!

_______________

1 piccola sacca con  dentro avena o biada che si lega al muso del cavallo per uno "spuntino" veloce.

2 intesa come sommit della spiga, quindi gloria.

3  Agustarello (Augusto Imperiali) da  Cisterna di Latina, l' 8 marzo 1890 vinse la sfida di domare un cavallo contro   Buffalo Bill (Bill Cody).












 

 

'A PREPOTENZA DE LIDEE


 

Non vurria f rrabbi, chiunque lgge!

vurria fallu trebbi, finu a che regge!

Ma quanno scrivo, cumincio c na csa,

dppu labbrivo a csa portentosa:

nIdea se ccavalla a quella che v appressu,

na pzzo pi fermalla, tra esse fau procssu;

tra esse fau a llotta p chi ha da scapp prima,

chi fija de mignotta remane sempre ncima!

 Epp certe figure, ste svergognate Idee:

nze sa e fregature nnanzi a certe pratee!

A vote a capoccia cerca de controllalle:

ma come na saccoccia c tutti strappi a elle!

Se pari da na parte, scappanu da quellara;

certune s senzArte e creanu pi caciara!

  Drento gonfia ma sento, pora capoccia mea,

per non me ne pento de tutta sta tropea;

perchene sta capoccia, sia come se sia,

ce prova, ce se pproccia a fa democrasia!

Perch quannera nfasce ce lhau bbituata:

chi t pi forza pasce, chi no se sta sdrajata!

Non tutti ce tenemo Plat1 pijnu didee

pittstu un Critudemo2 p facce e talee!

 Perch a capoccia mea, vardenno tunnu, tunnu,

mai filosofea, respecchia tuttu u munnu!

Non basta av nidea che te se schiaffa ncapu:

sarria unazzalea sopre an collacchiu sciapu3!

_____________

1 Il plat (da  plateau) una cassetta bassa per contenere frutta, qui usato con riferimento a
 Platone.

 2 anagramma di Democrito.

  3 senza vegetazione.

 













 

A PERZICA REGGINELLA

  (1990)

Dedicata al pi instancabile, attrezzato, disorganizzato, libero dipendente,  contadino dItaliail moriconese)

 

                              I

Ma che st a dd? Ma leva mani, leva!

Pnza a carec, no a dd strunzate!

Se tu je passi u lisciu, Maria sveva,

p forza che a pacanicu ce jate !

P  te lamnti che a Regginlla,

 a perzica pi mejo de u munnu,

te tcca, se po d, a recalalla!

Come nn giocu, non te guardi atturnu!

Tra e cse bone che nui ce tenemo,

a Regginlla miraculosa:

tenemo loro e non sapemo;

chi sa non prova e non sa

de scapp fore da ssu giocu scemo,

p falla reman de pca csa !

 

                         II

Dicemolo a chi non a conosce!

Non a vennemo p pchi bajcchi!

Scanzemola dae perzicaccia msce,

che a vedella te se fau lcchi!

Tu ce p moccic; a taij a finu;

a taij a tcci o a fettarella;

ta magni co o p o coo vinu:

sempre un paradisu pe e budella!

Vojo sper, pzzu de salame,

che quanno ha datu lisciu, nn partita,

stii a penz a tuttu ll ciarpame,

che ve portete appressu da na vita!

Suc non fosse statu, addio reame:

perch pe a Reginlla finita!

 

                      III

Volete faje fa propiu ss fine?

Na perzica che te sse squaja mmocca,

che de bont non trovarr cunfine,

je la farrete a rendela Tarocca1?

Faceteje lonore che je spetta:

vistu che gi se chiama Regginella;

non a buttete drento na cassetta,

come quarziasi ara perzichella!

Facetela val quello che vale!

Metteteje a corona da reggina!

Contete che tenete ncapu o sale:

guardeteve nellcchi; dritta a schina.

Lassate perde de ff carnavale:

facete attempu a reppiana a china!

_______________

1 Come i Tarocchi siciliani.

 











 

 

A REVENDICASI

ottobre 1974

 

                            I
 Ner mentre respiava lappe a vigna,

e ce godea a ved anna marvasia,

che u ragnu rusciu nzieme  coa tigna

io lea belli che scacciati via,

sendo dei sni strani, come dua

che stissiru a discute litichnno

tra i pampani e i rambazzi dua

che raggi doro anu refrettnno.

Me guardo atturnu e nci sta gniuciunu;

ntraguardo mejo, non ci stea gnende!

ppizzo e recchie: ci sta callicunu!

Sendo llo baccaj, come de gende,

che deu silenzio stau a diggiunu;

reguardo e non vedo naccitende!

 

                           II

Stea p immane penznno ao vinu,

quanno che nara vta so distrattu

da bbaccaj, stavta pi vicinu.

Stavta h vistu e ve reccondo u fattu:

No c Bacco steanu in discussione

pa prerogativa dav u vandu

de sta grandiosa e ottiminvenzione!

Ma che te sta a nvend? Ma quale Santu?

robba che se non ce stea io

E che sarrai, u re dea fraschetta?

Ma se lha ittu a me, Dommineddio

 Dommineddio?! Iioo so u titolare

deo nettare che rrembie a cupelletta!

Io, Diniso, so u ddio de stu filare!

 

                           III

Inzomma, litighnno, litighnno,

cumingiaru a menasse, ma de brutto;

e a gni spenda anu sbattnno

lappa vigna rruvinnno u fruttu!

Doppu dua o tre minuti de spinduni,

senza rendese cuntu deu dannu,

anu colicatu i filuni

che p reavelli ce volea che annu!

Allora ho capito a situasione:

nui non riuscemo a raggionane

e non je la facemo a fa lunione;

gi dallandichit, gi dallinisiu

s cumingiatu stanno a litigane,

nci sta speranza, perch quistu un visiu!

 








 

LA CARRIERA DI PAPA FRANCESCO
Moricone 22 ottobre 2013
 

 
Questo un Papa, come oggi si dice,
veramente e grandemente fico!
Ciatta, tuitta e quando benedice
tralascia il classico et benedico;
come si vergognasse guarda intorno,
le mani aperte come una coperta
e sfora con il classico Buongiorno!
Che Papa! Che magnifica scoperta!
Tutti, fedeli e no, in visibilio
vanno per queste semplici effusioni.
Chiss cosa ne pensa il Gran Concilio?
Ma per quanto tempo ancora durer?
Ci sono gi delle contestazioni:
non rispecchia lo Splendor di Verit!
1

____________

1 Splendor Veritatis  di Giovanni Paolo II,  cap.32:  In alcune correnti del pensiero moderno si giunti ad esaltare la libert al punto da farne un assoluto, che sarebbe la sorgente dei valori. In questa direzione si muovono le dottrine che perdono il senso della trascendenza o quelle che sono esplicitamente atee. Si sono attribuite alla coscienza individuale le prerogative di un'istanza suprema del giudizio morale, che decide categoricamente e infallibilmente del bene e del male. All'affermazione del dovere di seguire la propria coscienza si indebitamente aggiunta l'affermazione che il giudizio morale vero per il fatto stesso che proviene dalla coscienza. Ma, in tal modo, l'imprescindibile esigenza di verit scomparsa, in favore di un criterio di sincerit, di autenticit, di accordo con se stessi, tanto che si giunti ad una concezione radicalmente soggettivista del giudizio morale[omissis]









 

A SBORGNA

1983

 

Ogni omminu t, caru Caciola,

nn panza, otto pupazzitti ritti

e nn cervellu, drento na stanziola,

sette ssediole, piene de muschitti!

Ogni picchier de vinu che se scola,

un pupazzittu va su  e se va a sett.

A nn settimu vitru, ogni sediola

piena! Lottavu non se p adatt:

te pianta uninfernu melidittu!

Quillari je fau: Che circhi rogna?

Vattene via che ecco strittu,

de casa non sa dd sta a verggna?

A quillu je sse nfuma u cirvillitu

e cumincia a men : ecco a sbrgna !

 

 











 

 

A SCANZA1

1992


Polnno sotto, a nna cantinola,

una scanzia vecchia ho retrovatu;

ce sta de tutto: una camiciola

che mamma non a mai retrovatu;

un cappellacciu tuttu mborveratu;

na frezza2 c lelasticu e a soletta;

un piribbissu3; un libbru mai ddopratu,

era mbaccatu ncora coa fascetta!;

un lume a oiju; na cannela mozza;

un po de spettatempu4 scapocciati;

una buttija mborverata e tzozza;

e parecchiari attrzzi ci trovati,

chormai non serveanu na mazza!

Per quandi ricordi h repenzati!

____________

1 scansia, scaffale i legno.

2 fionda

3 piccola trottola  di legno fatta a mano

4 zolfanelli. Erano cos chiamati (probabilmente dal  dialetto reatino) perch dopo linnesco dato dallo sfregamento, bisognsva aspettare qualche secondo che bruciasse tutto lo zolfo che ricopriva un centimetro di legno

 











 

 

'A SCOLA DE M

Murric novembre 2015

 

Mafarda fa 'a scola lementare;

ma ch'ha capitu? Essa fa 'a maestra!

E ha ittu che pi sta e pi je pare

che stau sembre a rescall 'a minestra!

Pi tembu passa e pi t l'imbressione

che fau apposta 'a cumpricaje a vita!

Pi tembu passa e minu educasione

daī monelli vne recepita;

non solu quella de 'o combortasse,

ma pure quella de apprnn'e cse!

Ogni scolaru ggi un foricrasse

e pa mamma come porcellana:

guai ae maestre che fau 'e tignse!

A gnuri i monelli csa insana!

E non parlemo dea dirigenza

che ggi pija pstu 'ngima u scrannu:

non penza pi all'indeligenza,

fa quello che je rriva p commannu!

 















IL SOGNO DI SOFIA   1
bambina della Sabina Romana
 

                       I
   Babbo, ho fatto un sogno
che a me sembrato strano;
perci avrei bisogno
che tu mi dia una mano.
   Sono una cinepresa
che pu riprender tutto
e con grande sorpresa
dal tetto gi mi butto:
   riprendo a dritta e a manca,
dal basso verso l'alto
e non son mai stanca,
nel cielo di cobalto!
   Mi trovo a rimirar una campagna
che poche ce ne sono tutt'intorno;
mi giro, poi, verso la montagna
ch' una meraviglia di contorno.
   Vedo un paese con un'alta torre
di un castello ch' una cosa rara:
mi abbasso e vedo assai gente che corre;
mi abbasso ancora e leggo: Palombara!
   E qui, babbetto, tudevi aiutarmi
a sapere chi fossero i Vassalli
che ho letto proprio l, nell'abbassarmi
   per riprendere quei vicoletti belli,
dove stavo per disorientarmi
tra il primo e il quinto vicolo Savelli!
                      II
   Riscendo e vado a oriente,
sorvolo Castiglione,
e come fosse niente
costeggio un gran burrone,
   dove sinceramente
ho avuto un po' paura;
poi, finalmente,
sorvolo una radura.
   Tra la radura e il monte,
ripensandoci bene,
ho intravisto un ponte:
chiss se ancora tiene!
   Continuo, babbo, con il mio diario
di quel che l'altra notte ho sognato;
qua il panorama un po' meno vario:
Monteflavio infine ho trovato!
   Ai piedi del paese ampie aiole;
da "lo pianu" su per la "Via Larga"
e tra la "Via 'e l'Ombra" e "de lu Sle",
arrivo dove tutto un po' si allarga.
   Volo sopra la Chiesa dell'Assunta
e passo tra villette in montagna
e sopra la pineta sono giunta;
   ma l mi sono accorta ch'era tardi
e sono ridiscesa gi in campagna,
cercando di non fare troppi azzardi!       
                  III
   Sorvolo un canale,
sopra dei castagneti;
vedo qualche conghiale
girare tra i vigneti,
   che incontro scesa in basso
nei pressi del Vignale.
Il Cimitero passo;
giro sopra un casale,
   che vedo pi in basso;
sorvolo un muraglione,
la strada oltrepasso:
sono a Moricone!
   Vedo il Soratte: solitario svetta
sulla fertile Valle Tiberina;
mi giro e del Castello una torretta
me la ritrovo subito vicina.
   Mi porto, a fatica, sul Castello
incamero la Coorte, via Del Forno,
il Campanile e tutto quel cestello
di vie medievali tutto intorno.
   Un rapido saluto a "L'Archiricci"
e volo nella parte attuale
che non vi dico per non fare impicci;
   scendo, e tu dirai meno male,
girando tra ulivi lisci o ricci.
Mi tuffo in un tramonto eccezionale!

______________

1 Poesia per il video omonimo  primo premio

al CONCORSO VIDEO SABINA










 

'A SOCIET NOSTRA

 

Che stassurdit de fasse a guerra?

Quantu starrmmo bene tutti quanti,

unu p laru, sopra questa terra,

sia p chi nce crede che pei santi?

Sparasse tra de nui senza scampu,

mmazz naru fratllu; na sorlla;

reman senza raccia o senza un zampu,

senza curasse quantu a vita bella!

Ma chi organizza ste carneficine,

ce dice Dio, Patria e Famija!

Sfrutta chi vanga e drento lofficine,

e te ce fa pac pure a gabella:

c un ditu d e c ddu mani pija!

 








'A FERRATURA
1959


'Mb rggi bb 'ss samba, n'u fa move!

Senn fenemo p'a Cannelora!

Se 'nge sbrighemo tra un po' repiove...

p ff 'na samba!... gi passata un'ora!

Se tu tinissi fermu s'animale,

non me facissi moccic 'nn chiappe,

non ce facissi gir tutt'u piazzale

starristi gi da fijota a magn 'e frappe!

E gi, che ggi pure Carnavale!

Che sbaju h fattu a vin a ferrane!

Chis tra i dua chi pi animale!

Ma non 'o vidi dd sta l'abbisogna?

Tu penzi a divertitte, ao ballane

e u somaru remasu senza l'ogna!















  ACQUARELLO DI PAESE
14 Agosto 1976

 
Er sole allunga lombre su la strada;
er celo pare ch tutto de foco;
li ragazzini in mezzo a la contrada
sacchiappeno e se meneno p gioco;
le rondinelle rasenteno le case,
garrenno ner celo e sattanno;
na voce che te porta fori fase
cher fijo da lontano sta chiamanno;
lafa der solleone s carmata,
cher ponentino gi se fa sent;
la luna presciolosa s affacciata,
 come na palla rosa st a spi;
la sera gi pronta e sta a ven;
lAvemmaria ormai st p son!

  










 
AMBASCIATA
Winterthur 1967
 
Ieri ho detto a 'na rondinella,
che passa sempre sopra casa mia,
si me faceva un'ambasciatella:
de salutamme, quanno che va via,
 l'Itaja nostra, tanto strapazzata
ma tanto bella e sempre tartassata;
da tutti quanti sempre abbandonata,
ma giorno e notte sempre pi sognata.
 La rondinella allora m'ha risposto:
-Te la saluto tanto volentieri,
 a salutalla, te dir, cio' gusto:
 perch l'Itaja come fusse mia.
E solo quanno annate furastieri,
capite quello che buttate via!-
 










 
  1959   
                   
    Ma nun ve vergognate, giuvinotto,
cus gaijardo e senza impedimenti,
de sta' cus, senza fa' comprimenti,
a stenne que' la mano cor borbotto?
Perch nun ve trovate un impiego,
pe' evitavve qest'umijazzione
de favve 'sto lavoro buggerone
 e pote' di' a la gente "me ne frego"?
Quello, lo guarda pieno de cipijo
e j'arisponne, mentre s'arivorta
 p'annassene, der tutto inviperito:
 -A sor Prutarco!, tu nun l'hai capito:
  io nun t'ho chiesto mai nisun cosijo,
  ma quarche lira, perch sto' a la corta!-



 
 








  CERTI ATTENTATI
 
Ai tempi vecchi, quelli de m nonno,
si dioneguardi cera unattentato,
cera la guera! Saggitava er monno!
Oggigiorno, invece, cambiato.
Oggi, me pare, chogni personaggio
vorebbe esse preso un po de mira;
in fonno in fonno, poi, diventi saggio
e doppo lattentato mejo gira!
E tcca puro d: lattentatore
nun core pi nemmanco tanto rischio,
ch perdonato dar benefattore.
Chi invece va e abbraccia er personaggio
charimane broccato comar vischio:
pabbracci che serve pi coraggio!












ATTRAZZIONE
25 maggio 2014
 
Allimprovviso, vedo su lo schermo
mentre sto a scrive una fesseria,
un punto nero, in alto, fisso e fermo;
subbito penzo a quarche anomala.
Guardo mejo, usanno pi attenzione:
nun un difetto ma una formica
che s fermata, forse a fa ispezione;
poi ariparte, nun se ferma mica:
 da destra va a sinistra senza sosta
poi scenne, de novo arisale,
in ogni dove core e se sposta.
Che va cercanno sto strananimale?
Perch nun esce fora, su la crosta1?
Fasse not attrae: fatale!
________________
1 Sul  supporto dello schermo.












 
24 Maggio 1962

Ogni anno, quasi a la stessa data,
prepara co' perizia er magazzino;
seduto su 'na sedia sgangherata,
aspetta co' pazzienza er contadino;
e, come  e' ragno, quanno sorte, sente
che ne la rete trova quarche insetto,
uguale lui, come sente gente
se scote e s'arza pronto ne l'assetto!
Io penzo che la mosca sappia tutto,
quanno che va a invischiasse ne la rete:
sa quanno che j'ariva er tempo brutto.
Cos p'er contadino co' la frutta;
saprebbe bene quer che je compete:
ma se rassegna e drento je la butta!

.










BEATI.
3 maggio 2011
 
Beato chi beato, a noi nun tocca!
Cos diceva sempre pora mamma;
e devo d che lei upriva bocca,
solo si dietro ce vedeva er dramma!
 Scommetto che a sta beatizzazione
avrebbe detto, io ne so sicuro,
che ce v sempre raccommannazione,
sinn sbatti la testa conto un muro!
 Influisce p caso la Nazione?
NellEquador, presempio, Don Romero
aspetta da trentanni soluzione
 Ne la Cracovia, spieghemer mistero,
er Papa che stato de azione,
se fa beato doppo un lustro intero














BELLARMINO
San Roberto Bellarmino se sfoga in Paradiso.
Febbraio 1987
 
Hai voja a predic! Quanno te sente?
Je lavr detto armeno mille vorte:
Giordano senti, nun fa er miscredente;
cos facenno troverai la morte!
Tu ce lo sai che io te stimo tanto,
capisco pure li tu sentimenti.
Penzi che a fa cos te fanno santo?
Lassali perde sti ragionamenti!
Ha vorsuto fa come je pare:
ci tirato la fanga a tutti addosso
e che devo da fa, dimme, compare
p sarvallo? Io, credime nun posso:
la credibilit ho da salvare;
pei cani dEuropa ormai osso!
Ormai tutte le porte ce lha chiuse;
nun ci pi dove ann: je resta poco:
allora nun cercamo tante scuse,
che paiutallo noi je damo foco!









 
 
     1964
           
Sopr'ar sagrato de la vecchia chiesa,
c' que'lo stroppio co' la mano tesa,
che, senza chiede gnente a nisuno,
aspetta un segno bbono da quarcuno.
La gente passa e manco ce fa caso,
perch lo stroppio, come fusse un vaso
de stacci e pelle, nun s' mai spostato:
sta sempre su quer punto der sagrato.
Cuss, i fedele ch'entreno in preghiera,
nun fanno caso a 'sto mucchietto d'ossa;
ma vedeno esposte in rastrelliera
le cannele pe' pij indurgenze:
seicento lire costa la pi grossa.
...De fora er vecchio f le penitenze!

 










 
 2005

Ognuno ci rinchiuso drentar petto
d Anime tenute da un capello;
una brutta, fija der Difetto;
quellantra rende tutto quanto bello.
Luna, quanno che pija er sopravvento,
vorebbesc e fa der male a tutti;
quellantra, forte dun gran Sentimento,
tiene er capello pevit li lutti.
 E pe nun fallo rompe, je va appresso
e core insieme allAnima cattiva:
e fino a quanno core je st appresso!
 Ma che succede quanno nun lariva?
Er capello se sa poco spesso:
ecco perch c pi gente cattiva!!










CHI SI ACCONTENTA
20 maggio 1982
 
Si lagnava sempre
di vivere nel lazzaretto
chera la fabbrica.
Usc, finalmente;
amaramente
si ritrov a letto,
fatto di formica,
in ospedale!






DOLCE LA VITA
1967
( a mia moglie incinta del primo figlio)
 


Hai avuto paura dellinsetto
che s posato delicatamente,
sentendo forse il dolce del tuo petto:
eri tutta di miele internamente










DOTTRINE
 
Compagno o bigotto?
Fa differenza?
Con s ha un fagotto
Di santa scemenza!
Ma sei camerata?
Vergogna passata!










DUE COSE, ANZI TRE
 
Due cose mi dan contentezza,
anzi tre mi rendon gentile
e mi danno vigore:
dei bimbi dasilo infantile
la brezza;
dei vecchi lattesa senile;
il tuo amore.








E CANTIAMO...
1992
 
Le noti tristi di una canzone,
ti trascinano lontano!
Tra i fumi di una sigaretta
e di un bicchier di vino,
ti senti dentro lanima
un fuoco di ribellione.
E si canta!
E cantiamo alla miseria,
che ormai ci vergogniamo di avere!
Cantiamo le disgrazie.
Cantiamo i mali,
vecchi come il male
di uno Stato che ancora non c!










E CONTINUIAMO A CANTARE
1998
Noi cantiamo al sole,
alla luna e al cielo terso;
vediam sol le aiuole.
E quel che abbiamo perso?
Il cielo con le stelle,
per noi e ormai distante:
e usiamo caravelle
che sfrecciano allistante!
Oggi le stelle in cielo
ricordo lontano
ci abbiamo posto un velo,
come allabbevilliano.
Viviamo in una bolgia,
perch non la vediamo:
presi ormai dallorgia
e tutti  ci sguazziamo!
Ormai assuefatti
ad ogni porcheria,
continuiam distratti
 a scriver poesia!
Perch quando lAmore,
per uso di licenza
fa rima con il core,
piace a Sua Eccellenza!
Nostro il dovere
di veder che Amore,
dico con dispiacere,
fa rima con Dolore!
fa rima con Pudore!
fa rima con Terrore!
fa rima con Bruciore
e Avvelenatore!







 






HO FATTO UN SOGNO
1987

Ho fatto un sogno per davvero strano,
dove volavo perchero un gabbiano.
Cercavo un posto dove star tranquillo;.
non inquinato e senza lassillo
di guerre tra la gente, tra i viventi,
tra chi lavora e classi dirigenti;
un posto, in questa Terra, dove ognuno
per sopravviver non mangi nessuno;
una foresta, un bosco, un orticello
dove convivi il Falco col Fringuello;
dove qualsisi essere vivente,
consumi solo quel ch marciscente!
Senza lipocrisia del perbenismo,
che crea quel ch esimo e  ismo;
Con questo sogno in testa,
sorvolo una foresta;
scrutando attentamente,
sorpasso un continente:
giro per lungo e largo
Mi desto dal letargo!
Ritrovo un mondo in ia:
rima con utopia!










I "LAVANDERINI"
 
Si sa, i panni sporchi
si lavano in famiglia
Guai a chi si azzarda
a dire S per
Arrivano da falchi,
succede il parapiglia:
rimetti la coccarda!
e sette otto esperti
ti linciano a parole
ti portano reperti..
pi bianco non si pu!
Sempre se non c il sole!











I PINOCCHI
29 settembre 2013
 
Dovremmo avere a portata docchio,
potr sembrarvi amici questa mia
una bestialit, uneresia:
sopra il Vangelo, il libro di Pinocchio!
 Perch il Vangelo e quasi assolutista
e non ha certo troppe vie duscita:
Pinocchio invece allieta pi la vita,
essendo infatti pi opportunista.
Qualcuno ci consiglia luoghi ameni:
ci porta nel Paese dei Balocchi;
nel Campo dei Miracoli; e sereni
 restiamo l, se non apriamo gli occhi.
E noi seguiamo questi esempi osceni
perch in fondo siamo dei Pinocchi!






 
 




IL RENDICONTO
30 agosto 2005
 Di questa poesia c la versione(non traduzione) in Moriconese 

Un giorno che giravo per la macchia,
mi ha molto impressionato una Cornacchia:
cra-cra tra un galletto e un porcino
mi confondeva parlandomi in corvino!
Cra voleva dir fa un passo avanti;
cre-cre porta i piedi non troppo distanti
dagli avanzi di quercia divorata
che  un tuo similare ha tagliata;
cre-crae via via specificando,
maccorsi alla Cornacchia star parlando!
Or che son vecchio e funghi  non prendo,
minsegni i trucchi? Oppure sto dormendo?
No, no! disse con un cra-cra pi divertito,
stai parlando con me assai spedito
e devo dir non tanto frequente
che mintrattenga, parlando con la gente:
raro che un uccello fa para
con luomo per telepatia.
Noi cre-cre sappiamo tante cose:
ci tramandiamo le belle e le noiose!
In questa macchia, non ti dico dove,
ci trovi tanti te, dagli anni nove
fino ai quindici che con te han rotto;
ci ho visto pure quello dei diciotto,
che dentro tu volevi ti restasse:
ma andato cre con altre tre carcasse!
Ogni anno ch passato,
un te tha abbandonato
e si portato via
un p di pulizia
e dentro tha lasciato
il te un p pi macchiato!
Ogni te che tha lasciato
uno spicchio di vita si rubato!
Una quarantina ti han lasciato
mischiati tra il soldato,
i monti dello Jura e Ticinesi,
tra Arborn e Zurigo, sono  contesi
con altri posti strani
tra principesse e nani
Hai finito? lho interrotto arrabbiato
di farmi il rendiconto di quello che ho passato?
facendogli notare dellabbaglio
che almeno di dieci anni c uno sbaglio!
Cra-cre son proprio tutti gli anni:
gli altri sono con te, pieni di affanni!










ILLUSIONE E DELUSIONE
Marzo 1963
 
 
Prima
Dopo cena.
Accosto al fuoco,
la pipa in bocca
immerso nei pensieri,
sembrava la statua della saggezza!
 Socchiude gli occhi.
Ogni tanto
segue i cerchi di fumo:
sogna!
Sogna la giovinezza
ch fuggita troppo presto,
come i suoi cerchi di fumo!
 Rivive giorni di fatica
e di piacere.
Rivive il tempo
quando, giovane,
lavorava per un pezzo di pane.
E questi di oggi
Questi irrequieti!
Questa giovent a cui nulla basta!
 Nonno, Nonno!
Oggi non basta pi:
non pu bastare
solo un pezzo di pane!
 Oggi, nonno, si prepara il mondo
Oggi si lavora per domani!
Perch oggi vogliamo
che domani non pi dicano,
come a te,
eccoti questo pezzo di pane:
noi dobbiamo dire voglio.
Voglio questo o quel pezzo di pane!
   
Dopo (1979)
 
E giunse il sessantotto
Il nonno ancora in vita
Ma non poteva pi fumare:
non poteva pi inseguire i ricordi
tra i cerchi di fumo!
Scuoteva la testa!
Anche a noi
tocc  ridimensionare i sogni
di pretese
assurde, per chi non ha potere!

 Oggi  (2005)
 
Effettivamente, nonno,
potrai vedere dal sonno
eterno, che qualcosa abbiamo cambiato!
Il disoccupato
di lusso, che firma cambiali
per fare vacanze con industriali!

 
  NB: Le tre poesie sono state scritte con lo stesso titolo nelle date segnate e riunite in unica poesia.









LA CARRIERA DI PAPA FRANCESCO
Moricone 22 ottobre 2013
 
Questo un Papa, come oggi si dice,
veramente e grandemente fico!
Ciatta, tuitta e quando benedice
tralascia il classico et benedico;
come si vergognasse guarda intorno,
le mani aperte come una coperta
e sfora con il classico Buongiorno!
Che Papa! Che magnifica scoperta!
Tutti, fedeli e no, in visibilio
vanno per queste semplici effusioni.
Chiss cosa ne pensa il Gran Concilio?
Ma per quanto tempo ancora durer?
Ci sono gi delle contestazioni:
non rispecchia lo Splendor di Verit!1
______________________
1)Splendor Veritatis  di Giovanni Paolo II,  cap.32:  In alcune correnti del pensiero moderno si giunti ad esaltare la libert al punto da farne un assoluto, che sarebbe la sorgente dei valori. In questa direzione si muovono le dottrine che perdono il senso della trascendenza o quelle che sono esplicitamente atee. Si sono attribuite alla coscienza individuale le prerogative di un'istanza suprema del giudizio morale, che decide categoricamente e infallibilmente del bene e del male. All'affermazione del dovere di seguire la propria coscienza si indebitamente aggiunta l'affermazione che il giudizio morale vero per il fatto stesso che proviene dalla coscienza. Ma, in tal modo, l'imprescindibile esigenza di verit scomparsa, in favore di un criterio di sincerit, di autenticit, di accordo con se stessi, tanto che si giunti ad una concezione radicalmente soggettivista del giudizio morale[omissis]









LA FAME
2004
 
Chi parla di fame?
Costoro non sanno
cos veramente:
ormai nella mente
hanno ed avranno
pane e salame!
Chi non pu avere
vitella o salmone,
la fuoriserie,
il belvedere
povero in canna!
E tutti gli osanna
al giocoliere
che fa il Salomone!
Le ruberie
son cose di tutti,
un male incarnato
che ci hanno lasciato
le scorrerie.
Finch siam distrutti!
La fame, per molti,
solo una scusa
che maschera il vizio.
Ricordo quei volti:
la faccia contusa
per fame, allospizio!







LA PALMA D'ULIVO
(Marzo 2001)

 Il vento tra i pioppi
balbetta e frastorna:
tra querce e canneti
fischia e scoppietta;
tra i rami dulivo
scivola e canta.
Ecco, ho capito
perch tra le tante,
la palma dulivo
segno di pace.





 
 



LAVANDERIE
20 Maggio 1982
 
Ci sono tipi e tipi
di lavanderie:
quella dei vestiti della festa
e quella che pulisce le teorie.
Questa la pi tosta:
se provi a contraddire
 una proposta,
fatta dal gruppo mio,
c sempre da ridire,
perch quella proposta
non adatta a te.
Ch la lavanderia di partito,
interpella il pentito
e spiega che nellottica
e anche al fine che.:
insomma il vestito,
lo smacchi qui da me!


 




 

LO STIVALE...RIVISTO
G. Giusti[1836]
chi non se lo ricorda vada qui
 

Io non son della solita vacchetta,
n sono uno stival da contadino;
e se pajo tagliato coll'accetta,
chi lavor non era un ciabattino:
mi fece a doppie suola e alla scudiera,
e per servir da bosco e da riviera.
Dalla coscia gi gi sino al tallone
sempre all'umido sto senza marcire;
son buono a caccia e per menar di sprone,
e molti ciuchi ve lo posson dire:
tacconato di solida impuntura,
ho l'orlo in cima, e in mezzo la costura.
ma l'infilarmi poi non s facile,
n portar mi potrebbe ogni arfasatto;
anzi affatico e stroppio un piede gracile,
e alla gamba dei pi son disadatto;

{ ...............OMISSIS...................

E poi vedete un po': qua son turchino,
l rosso e bianco, e quass giallo e nero;
insomma a toppe come un arlecchino;
se volete rimettermi davvero,
fatemi, con prudenza e con amore,
tutto d'un pezzo e tutto d'un colore.
Scavizzolate all'ultimo se v'
un uomo purch sia, fuorch poltrone;
e se quando a costui mi trovo in pi,
si figurasse qualche buon padrone
di far con meco il solito mestiere,
lo piglieremo a calci nel sedere.

                              Giuseppe Giusti

 

LA  CHIOSA DI PIERLUIGI

1995

Seguendo il tuo consiglio lhanno fatto:

han provato per centosettantanni

a cercar di scoprire il piede adatto;

con alti e bassi han  fatto altri danni;

ai Preti ora noi dobbiam sommare

chi dOltremare vienenci   a provare!

E or caro Giuseppe, mio Maestro,

hanno la gamba pensato di trovare:

hanno creduto che col piede destro

di nuovo lui potesse camminare!

Il guaio che nessuno ha mai badato

per quale piede stato  fabbricato!

 

                    

 






 

 MOMENTI

   Ci sono dei momenti
che lambiente
assorbe tutto
anche le persone.
Se ci pensi,
potr sembrare niente,
ma sei entrato dentro,
diventi unaccezione:
sei una parola
dentro il quadro
ch paesaggio
e a momenti
ritorni  personaggio.







 

IL NATALE PERDUTO

(1980)

Vi siete appropriati
 del dolce Natale
voi ricchi, voi indegni!
Il Natale era il solo
ad essere nostro;
che la Befana fa da bilancia;
chi povero in canna,
sempre cattivo:
ha tanto, tanto carbone,
un fico secco,
un dolcetto
ed un mandarino!
Chi ricco pi buono:
 ha sempre il trenino!
Lunica festa di tutti,
 lavete rubata, lavete traviata;
lavete addobbata di lussi e perline;
 di ciondoli inutili!
Non pi capannine,
ma alberi e luci,
cordoni dargento
col vischio e col tasso;
 lalito caldo del vecchio presepio
si perde nel lusso!
Che triste progresso!

 







 

PACE
2005
 

   Sarebbe bello viver tutti in pace,
agire e dire ognuno come creda
senza che l'uno mai l'altro leda,
stare tranquillo e farsene capace.
   Senza  all'altro il proprio credo imporre;
lasciando libert di movimento;
non rimprocciare tutti ogni momento;
non obbligare mai, bens proporre!
   La Pace pure libert di agire
e si conquista solo con l'amore:
con il litigio fatto con livore,
qualsiasi cosa c', andr a finire.
    Ma questo risaputo gi da tutti;
il praticarlo che non ci riesce
perch, nel dire questo mi rincresce,
vorremmo averne personali frutti!
   La Pace pure quando chi sta bene
aiuta chi ha poco o quasi niente,
senza farlo sapere alla gente,
a volte sopportando anche pene.
   Questa Pace, per noi, fantasia
dettata solo dal nostro buon cuore:
ma praticarla, a volte da dolore,
pertanto resta solo un'utopia!













PANTAREI (πάντα ῥεῖ)
ossia TUTTO GIRA

 

- Qunto tempo, Rodolfo, come stai?-
Bene! Bene, diciamo pantarei
-  Son contento che non hai guai
e tutto ti gira. Perci direi
che vivi in un mondo incantato:
perch a me sono sol gli zebedei
che girano in modo assai sfrenato
che se fossi leggero volerei!-
Dai! Ora non far lesagerato!
Hai una famiglia che invidierei,
se non fosse pel figlio laureato
senza lavoro quindi niente sghei;
se non fosse chessendo pensionato,
passi i giorni a discuter con gli ebrei
perch il prezzo ti lascia esacerbato:
solo al pensarci quasi piangerei;
per se penso, e qui sono accodato
tranquillo senza tanti cicisbei,
che paghi tasse chhai gi pagato,
qualcosaltro anche a me, s, pantarei!

 








 

pATRIA NON PATRIA
1963

 


Mi chiesero se fossi matto!
Mi diedero del rinnegato!
Ma come, non credo pi!?!
N pi preti, n pi Patria?
Un momento! Non pi preti!...
Ma la patria si!
Quella che si scrive in piccolo, per!
Quella che prende e rid
Quella s.
Non quella che si scrive in grande,
risuona nei cortei,
prende e nulla d:
quella no!
Anche i preti si,
ma quelli come noi;
quelli co non dicono lo avete ucciso,
quelli s!
Quello che non gli serve paraventarsi,
non gli serve lignorante,
quello che suda come me
quello s!


 




 

PENSIERINI
1973

 
 

Oggi, come ieri,
si dice oggigiorno.
Ad esser sinceri
non si capisce un corno.
Penso che gli anziani
avevan ugual problema:
il mondo degli umani
tutto un anatema!
Il progresso s fatto,
in modo alquanto insano,
proprio perch limpatto
del tempo ormai passato,
serve al genere umano
a rifar quel che ha fatto!
La macchina progresso
ma rende luomo schiavo.
Tutto questo successo
perch il nostro avo,
ha usato il baccello,
al posto del cervello;
la scusa possesso,
resta il solito fesso!
Urge, per la Natura,
migliorare, fare un piano.
LUomo, che montatura!
Se mi cementi?
Usi tubi innocenti?
Bella faccia di bronzo:
predichi a tutto spiano.
Ti piace fare il bonzo!












 

PUNTI DI VISTA

 
Lo scimpaz in gabbia,
rideva, rideva e rideva.
Tutti lo guardavano meravigliati.
Pi gente arrivava
e pi rideva.
Tanti si chiedevano perch.
Ma pochi sanno che
rideva, rideva e rideva
perch gli sembrava buffo
vedere tutta quella gente in gabbia!








 

A PARTITA A BRISCULA


Ma che sta a gioc a mezzu c quillari?

Famme cap: ma ncapu ce t e strppe?

Ma come!? Te renvito a i a denari

e tu me cali addirittura a coppe?

 - Che th da fa, se non tenea gnentaru?

Che no mi vistu? Ta ccenatu prima!

Ssse tinutu mmani checcosaru

non che serve dsse na gran cima!-

  Mes te lha mparatu a nna sgurgula!

Quello che mi ccennatu, a casa mea,

volea d che non tinii a briscula!ۚ

 - Qesssso a presunzione tea:

te cridi de sapine puntu e virgula

ma t u cervellu chne na scorrea!-







 
        

Er progressista, parente mio, nun
chi leva er prato p mettece er parch;
chi leva er verde sotto casa mia,
per traffico che sta in periferia;
    chi sfascia quer che prima stato fatto,
p fanne unantra ch pure dimpatto;
chi p fa un dispetto ar padrone,
se la fa addosso davanti ar s portone!
   Er progressista ha da guard er futuro.
Per non deve mai arz un muro
p chi tiene  ericordo der passato:
solo cos er futuro illuminato!
   Ma che vi illumin c
o ste capocce?
Ciamanca lenergia p fa lume;
avemio chiuso puro co le bocce
in pi contribuimo a lo sfasciume.


 

 




 

A SOPRAVVIVENZA
(gennaru 2005)

Quanti monelli ci stau nnu munnu
che ncora non sau che issu rutunnu?
Ma prima de quesso, arrmmo da fane
che tutti tinissiru un tcciu de pane!
E dppu chhau fattu a collasi,
parlemu pure de mp distrusi !
Che  e scarpi je le volemo mette ?
Epp parlemo de are cosette
Ma prima dogni csa tocca a ff,
de daje a tutti quanti a libbert!
Ma none quella dea Cocacola:
quella giusta che se ne parla a scola!
Ma quale ss giusta liibbert?
Quella che   fa sempre litig?
Allora tcca a fassene capace,
prima de tutti je ce serve a pace!
Ma quale pace, se ci st a bisogna,
p a fame allaru me je rubbo logna?!
Perzinu a pianta che sta ferma e sitta,
ci st quellara che se ne pprufitta!
Lh ddimannatu a unu ch de scenza,
mha ittu quessa a sopravvivenza!
Che bella cosa che ciau procuratu,
quanno stu bellu munnu hau creatu!






 

'A STRADA DE L'OJU
(e da bruschetta)


Murric 2009

Non vau a Roma e stradi tutte quante?
Questa non 'na csa sibbillina!
Quella delloju, se non z gnorante,
sa mmece che ce porta nn Sabina!
cco  st loju che  pp tuttu u munnu,
tu non ne trovarrai mai leguale:
loju dau sapore pijnu, tunnu
che quanno nvu o ddopri senza sale!
E nn Sabina, u lutimu crap,
sa che loju pi bbono c pane,
trovarrai sicuru a Murric!
Epp, no pea rima a stu stornllo,
se na bruschetta bona v ssaggane,
da Roma hai  da ven a sto paesello!

 






 

'A TRAMOGGENA
24 Novembre 1980

Caru Checco, lommini de stu munnu,
S vaghi de liva nn tramoggena;
u vagu grossu, sbillungo o tunnu,
gira, gira pp fin nna macena.
Verde, viola, rusciu, paonazzu;
tostu, o come deu cillittu a guja;
a la mani, senza cap nnu mazzu,
so tutti distinati a ff brubbuja!
U vagu grossu spegne u picculittu,
pp fallu casc prima drento a gola;
ma quello che succede gi st scrittu:
tutti vau a form na pasta sla.






 

A VECCHIAIA

A vecchiaia caru Giggi
na bella malatia,
che a curi e scunfiggi
cou lavuru e lalligria.
Ma purtroppo non a tutti
je succede de pijalla,
chi sa pija red i frutti,
se non rrendra a Santacalla[1]!
Ci sta pure chi nze ccorge
deu cambiu de staggi
e u dubbiu n je sorge
perch statu sembre uggi[2]
sha portatu llu fardllu
desse vecchiu allinzaputa,
suc era da monellu:
mmalatia non j sirvuta!

 

[1] Santa Galla. Ospizio per poveri e vecchi, fondato intorno al 1600, a Roma C anche una Parrocchia nel quartiere Garbatella (Circonvallazione Ostiense). A Moricone si diceva:ma vattene a Santacalla.

[2] da uggioso;



 

 

        ABRILE 

Ormai sta tuttu in fiore;
se vidu e ceraslle;
a ggente fa lamore
e je rudicchia a pelle!
Se ff che acquazzone
( fa bbene a luva e a liva),
se pija p devosione
e a ggente pi viva.






 

          AGUSTU

Agustu rrivatu:
P un p non se fa gnente!
U munnu s fermatu,
perch se frma a gente.
Ma dopp i vintidua,
checcosa se remove:
se parla gi delluva
e recumincia a piove.







 

CERTA FAME

Nui ce stemo sembre a lamendacce
che non ce basta quello che tenemo!
Ma lte viste ngiru sa cche facce
e che circonferenze ce tenmo?
E se pp mandencce bb u prufilu,
facemo i gruppi p ff e camminate,
vord che non stamo tandu a filu
e nge perdemo tutte sse magnate!
E se vardemo come caca un cane:
mejo da mmerda de un munillittu,
vord che non je fau magn pane
p non buttllo siccu, nnu sicchijttu!
U cristianu u trattemo male,
se ce v a chiede solu mezza lira;
immece nui crompemo a lanimale
crtu magn che tt tira-tira!








 

CHE PARLO A FA?

Che parlo a  ffa se h da parl cou muru?
Parlo, parlo ma vui non me sendete!
E gi! So un ruppipalli de sicuru
e callicunu penza che so prete.
Un prete coi fij e coi niputi;
un prete che non va mai allacchiesa;
un prete ci penzeri risuluti
che non ze venne c gniciuna spesa!
Add sta scrittu chha dda sse un prete
a parl de Morale e Sindimendu?
Ognunu, quanno a csa je compete
sia pe let che peu combortamendu
p d, o meijo ngora, s reppte,
dusul dau pi vecchiu un commendu!
Ma vui, datu chte studiatu,
penzete de sapinne pi de Brga,
spennnno u srdo che non sudatu,
penznno tra de vui Chi se ne frega.
Ormai ce tenete pure a Rete,
pe scrive sciapit e scongerie;
che congiuntivo mancu sapete
e jate apprssu ae ciarlatnere.
Vui sarrte quilli che dimane
sarrau da ssett ddo se commanna!?
Ma non sapete quantu custa o pane:
da sembre lte autu come a manna.
E quanno doppu larrete da crompane,
farrete come fa chi mo ce nganna!


 



 

A VITA

Appressu au funerale tristi e affritti,
ce mmo tutti cum'un bbrancu 'e crapi;
e 'na furtuna camminemmo stritti,
senn ce ruggichemmo come 'e rapi!
A capu bassu, io, 'nsieme a tutti,
penzava tra de me a 'a Vita e 'a Morte,
quanno che l'occhi me se so' currutti<
da 'n paru 'e scarpi sporche, vecchie e storte.
Ho penzatu tra de mene e mene:
'nnu' munnu ce sta 'ncora callicunu,
che de 'a vita moderna, ortre a 'e pene,
te' pure u probbrema de u diggiunu.
Ho arzatu l'occhi, pe' ved chi fosse;
m'ho 'ndisu 'na gran botta drent'u core:
statu un personaggiu, internosse,
era conzideratu un zignore!
Io mu recordo co u pi enne effe
a bella mostra 'ncima au colletto;
lindu e pindu; vistiti a bizzeffe:
je se 'nchinava pure u gajardetto.
Quanno 'a gende che volea i fore,
je ea a chiede que' la giornatella,
issu te facea 'llu' gran favore
de fatte lavor e cac e budella!
Eh!, cari mei, quanno dici a sorte:
je camminava proprio fiancu a fiancu,
uno de quelli ch'ha sfioratu a morte<
pe' a fame che i cchiappava a 'nnu brancu;
quillu che tenea a fame 'nfaccia,
quanno che issu era commannente,
mo' va vistitu come che un procaccia;
issu te pare propio un pezzente!











 

BUCOLICA
1962

Spaparacchiatu allombra accstun puzzu,
mentre na tortorlla chiama u maschiu,
e u poccio che je va de fa u suzzu,
spaventa e sodarelle, sendo un fischiu;
un brancu de cillitti vola via;
tuttu se zitta, non se sende n fiatu,
pare come quanno se chiude lostaria:
locatturnu tuttu s ncandato!
Un cane, ntisu u fischiu du pastore,
ringhienno nnanzi u poccio s paratu,
che tuttu nzieme ha cambiatumore.
Come chi sa resorve ogni beca
e a ppian e cse bbituatu,
u cane v a scov na topacca
1
.
____________
 1) talpa






 

CERTE GIORNATE

Sti giorni, come lvu de callina
quanno che sta p nasce u pucinellu,
pijni pijni, finu da a mmatina,
senza che te ce scappa un crcllu!
Gi che te rrizzi, fa un favore a cristo;
penza p, se quanno cali mpiazza
p primu ncuntri a faccia de Callisto!
Tuttu u munnu atturnu te sollazza!
Epp Tonino, appressu Marianu,
appressu Gino e Mariogargarzzo
epp Giggino ch u minu stranu,
benanche  pare mzzu stupidzzo
e appettu a lari ce p mete ranu!
U Barbiere e penza pure au Mzzo
Allora me capisci perch mai,
remano chiusu nni penzeri mi
e spero cha la fine capirrai
che non pzzo penz ai guai tei!







 

CHE CUNFUSI

Ieri pe casu stea a scordamme
un discursu cha fattu larciprete.
Dicea che se unu se la sente,
p fa lartista quanno che je pare;
perch, dicea, Dio de Geslemme
sta sempre trento a quillu che compete:
quarziasi fa na csa nteliggente,
e tuttu bellu e gnende je scompare.
Allora h penzatu: se gni csa
che lomminu fa fatta bene
(perch cc Dio che trento ci sta cchiusa),
quilli che ce rrubbanu e ce spellanu,
non tcca a condannalli a tante pene,
ch trento ci st Dio, e se rispettanu?!?

 






 

CHE MUNNU!

Che munnu! Che ggende! Che razza de cani
che fa da gerende, ce pija a picciamani!
A csa pi brutta, a csa pi indegna,
che a ggende, tutta, se bbeve gni fregna!
Sse ccucca e sse nchina sse vede unu riccu:
recurva t a schina, p reggeje u liccu!
Ma a csa pi lercia, mischina e pi bassa
che non gurcia: non vede e sorpassa.
E tutto p fasse e tuttu se bbzza;
je pachemo e tasse, lustremo a carrozza!
facemo a dieta p comunicasse;
chi a panza t vta, chi gonfia e canasse!








 

CERTI PROGRESSISTI
2009

 

Er progressista, parente mio, nun
chi leva er prato p mettece er parch;
chi leva er verde sotto casa mia,
per traffico che sta in periferia;
chi sfascia quer che prima stato fatto,
p fanne unantra ch pure dimpatto;
chi p fa un dispetto ar padrone,
se la fa addosso davanti ar s portone!
Er progressista ha da guard er futuro.
Per non deve mai arz un muro
p chi tiene  ericordo der passato:
solo cos er futuro illuminato!
Ma che vi illumin c
o ste capocce?
Ciamanca lenergia p fa lume;
avemio chiuso puro co le bocce
in pi contribuimo a lo sfasciume.

 






 

CERTI VALORI
19 marzo 1976

La vita che ci dato er Creatore,

lavemio trasformata in francobollo:

che ciattaccamo ind c pi valore,

senza rendece conto der tracollo;

senza guard ai valori de la vita;

senza curacce de chi sta vicino:

io laccecherebbe c ste dita,

chi penza solo ar proprio lumicino!

Presepio ierino, quellantro ieri

ho visto de taj un grosso pino,

chha fatto ombra a tanti passeggeri;

ho chiesto der perch de sta porcata:

- Perch -  ha detto chiaro er contadino

- fa ombra su sta perzica ch nata -







 

 

CHED' LA POESIA
(doppo av letto un libro de poesie moderne)

S, laddimanno a voi che lo sapete;
ve laddimanno perch ormai lusanza
de copi gni cosa eppoi ripte
quello chha inteso in unantra stanza!
Ma armeno le mettesse, le parole,
in rima c la metrica pi adatta!
Nossignori! E questo me ce dole:
la Poesia sar frase coatta!
La Metrica e la Rima so tuttuna
da form un canto unico e soave
puro si nun la dedichi a la Luna! 
Er libro chho comprato lantro ieri
sarebbe stato certo meno grave
scritto in prosa cor titolo Pensieri.






 

COME E 'RINASCIMENTO
8 gennaio2011

La sera, Gg, quanno vado a letto,
prima che me vi sonno e maddormento,
me capita dann aRinascimento;
sto fatto nun lo so si te lho detto.
L, me diverte fa laccostamento
c personaggi pronti a fa er balletto,
la pantomima de lomo perfetto
ma drento s, cambia ragionamento!
Te laricordi er Savonarola?
E puro a lui, margrado Papa Borgia,
nun che je mancasse la parola!
Dar Papa ogni vorta era unorgia;
mise persino in mezzo la fijola!
e tutto poi fin induna bolgia!







 

         CERVELLI FRACICHI
            20 giugno 2010

 Che gente semo? Come semo fatti?
Da che  gena de gente noi sortimo?
Famo li moralistifamo patti,
che pinteressi vari sovvertimo!
Solo capocce fraciche potranno
penz che na persona de bonsennzo
nun guarda si potrebbe rec danno,
prima de pretennece er consenzo!
Ma che stai a d? Ma sei rincitrullito?
Chi ner capo te schiaffa 'ste stronzate?
Er monno de li furbi! N'hai capito
ch'ognuno qui se forma er su partito?
Che so parole e solo baggianate
quanno parleno a noi, caro Tito?








 

COME VEDO LA CULTURA.

Nun credo che er fatto dav letto
tremila e passa libbri dia dacchitto,
a chiunque lo facesse, er diritto
dav curtura, si nun ha intelletto!
Si nun riesci a esse lineare;
si la lettura comprica la vita;
si er cervello sempre pi savvita;
si tutto ha dappar spettacolare,
spiegheme amico si de che parlamo!
La Curtura, amico mio der core
dipenne dar prodotto de lamore
pe le parole che portamo via:
so quelle charidamo in compagnia
a chi ciascorta senza ch ermetiamo[1]

 

[1] Da ermetismo

 




 

COMPRENSIONE 
(1976)

 

 Quanno la ggente stufa se capisce
dar modo, e, come, e, quanno reagisce;
da la magnera come se comporta:
si quanno esce sbatte o no la porta.
E ce se po' stufasse de 'gni cosa:
uno po' stufasse der mestiere,
un'antro po' stufasse der cantiere;
ce se stufa persino de la sposa!
Ma come se po' fa, nun lo capisco,
a stufasse der giogo der padrone;
questa 'na cosa ch'io nun concepisco:
qua' sto cco' tte, schiavo ad ortranza:
nun c' ar monno pi consolazzione
ch'er piede der padrone su' la panza!

 


 



 

CORNACCHIE SUR PALAZZO 

  Sur tetto der palazzo de Torlonia,
ar posto de le vecchie palommelle,
cia preso possesso na colonia
de cornacchie invadenti e ciarlatelle!
Sta cosa qu, devesse stato er segno
de li tempi che cambiano ner monno;
e puro si ce metti tanto impegno,
nun pi modificallo si va a fonno!
Ma ripensanno bene a sto fatto,
ar cambio dei volatili sur tetto,
avvenuto, cos, tutto dun tratto:
e cio da quanno er palazzo je compete
a uno che se dice maledetto,
perch na vorta aveva fatto er prete!


 






 

CORRENTI 

  Vorei sse esoterico,
e perch no? eretico,
oppure jeraterico
e me v bene ascetico;
oppure un esorcista;
cattolico o battista;
valdese e illumista:
ma so un elettricista!
Che jella, che disdetta che ci avuto,
sarei stato e de questo ne so certo,
un bravo predicatore e conosciuto,
sarebbe stato io, drento ar concerto
de sta gentona, che ci arifatto er monno!
Per da dilla tutta sta dialettica:
m padre ce sperava
scerse, allora, de famme fa l elettricista,
sapenno gi come i fussi rotonno
e perantro nun fussi manco sciovinista,
fra s forse penzava
chavrei potuto us na sedia elettrica!

 








 

DA SEMPRE 
(1999)

  Dice ched, ma ch successo mai,
che oggigiorno stamo sempre in guera?
Come sar, che mo tutti sti guai
stanno a sort sopra sta pra tera?
Li cataclisma, la droga, laggresioni,
stupri, le truffe co' li ladrocini;
in pi, ce vonno toje le pensioni,
sinno restamo dietro ai pariggini!
Eh, caro Peppe!, ciai memoria corta!
Sti fatti che lamenti so successi
puro ne lera choramai morta!
Solo che allora ereno permessi
sortanto a pochi e solo for de porta;
e lantri tutti zitti e sottomessi!
Prima nun le sapevi lavventure;
nun lo sapevi quanno le mazzate
scapocciaveno pre creature;
nun sapevi de razze eliminate!
Quale telegiornale lo diceva,
cher crociato channava in terrasanta
indo passava se riconosceva?
Se trucidava gi nellanno ottanta!
Lomo, caro Peppe, un gran casino:
da quanno comparso su la tera,
ha cominciato prima co Caino;
poi s organizzato pe la guera!
Ma ha pagato sempre er piccinino,
senza pensione e co la galera!


 





 

DIGNIT O AMOR PROPRIO? 
2001

  Quant spesso er velo che separa,
lAmor proprio da la Dignit?
Chi je lo dice e quanno mai limpara
lOmo a distinguerne la diversit?
A vorte tarmente attenuato,
ch facile scambi dote p vizio!
Perch nun so si mai ciai penzato,
sto velo, poi, diventa un precipizio!
A tanti je succede ne la vita,
de fa miscujo tra le due parole;
qualcuno, poi, ce lha per tara avta
de mette er proprio io in primo piano;
a sent lantri, dimo je ce dole,
p s pretenne er rispetto umano!







 

DOVEMO STA SOLI 

  Che popolo che semo, gente mia!
A uno a uno semo na Nazzione;
si semo due a facce compagnia,
mb gi, p noi, uneccezzione!
Ognuno capace de gestisse
meijo de quarziasi forestiero;
si stamo in gruppo napocalisse:
uno dellantro er condottiero.
Nun che vojo fa er denigratore,
ma na certanalisi accurata,
nun , come se dice un sentore.
Ogni perzona pare che se perda
er pudore, quanno sta raggruppata
e assume le sembianze de na merda!








 

E CHE CE V 
1985

  E che ce v a predic ugajanza
quanno  nun ciai probblemi c la panza?
Quanno nun ciai probblemi c lo spano,
e predichi vestito da sovrano?
Quanno porganizz na conferenza,
p chi ci fame e sta nellindigenza,
addobbi e sciupi come a carnevale
e chi st male resta tale e quale?
Insomma, p sfam dd cristiani,
famo arricch cinquanta rafacani!
Tutti quanri, a tutti sti gran lussi,
volete daje qua e l dd smussi?
E che ciarippresenta sta manfrina?
C laddobbi comprate la farina!
E che ce v, vestiti de parati!
C tanti palafrigneri e sordati,
c scorte azzurre, bande musicali,
bandiere, gajardetti e cardinali!
Oro zecchino sopra li piviali;
addobbi e lussi p li funerali;
balli, coreografie, scene e canti,
sia si so dannati oppure santi!
Sto lusso ora che labbandonate:
si sei frate, devi da fa er frate!
Che serve fa richieste in pompa magna,
p fa magn gni tanto chi nun magna?
Dovreste da sapello: ar padreterno,
jabbasta un fojetto de quaderno









 

EDUCATORI 
1994

  -Er fatto che noantri monnaroli
se comportamo tutti a 'sta magnera,
da che dipenner, dottor Fargnoli?
Lei lo sa: legge insino a sera!-
Vedi, secondo me tutto er busilli
sta nell'educazzione che ce dnno.
Fino da piccoletti, 'sti mandrilli,
pi chiaramente: quanno sei fanello
si fai 'na cosa ch' 'na marachella
metteno in mezzo sempre Farfarello;
nun dicheno ma no fijolo mio
si tu fai questo nun cosa bella!
Te dicheno che nun je piace a Dio!
E stai accorto, sai brutto vassallo:
si fai 'na cosa poi che nun ci aggrata,
ce trovi sempre pronto er maresciallo
che t'arinchiude drento l'inferiata!
Insomma, pe' capicce, sor Camilli,
invece de imparacce seriamente
ce 'mpareno a cerc sempre cavilli,
pe' ann avanti nun penzanno gnente.
Nun cinno mai detto che la Vita
la devi vive co la convinzione
che ciai intorno a te antre persone;
ce spiegheno e credo l'hai capita
sbaij, te penti e pi ricominci
a fanne un'antra e fatte perdon!
- E che ne penza lei, dottor Fargnoli,
che p li conti ce s antri rimeddi:
l'orloggi, mo, nun so pi "orioli",
fanno conti m'ejo de Oddifreddi[1]?-
Vedi amico, dir nun finita:
semo all'inizzio de na nova ra,
che pare ce semprifichi la vita,
facennoce insegu 'n'antra chimera!
Nun ce sar pi sentimento umano,
nun ce sar pi amore all'uguajanza;
l'Omo vivr in un Limbo disumano:
la Machina nun ha la fratellanza!
Essa esegue un ordine sovrano:
lavora solo in base a un'ordinanza!

 

[1] Piergiorgio Oddifreddi, uno tra i pi grandi matematici italiani.









 

POESIA? 
28 giugno 2005

  Nun so un poeta come tanti,
che sincanteno a vede un fiorellino!
Nun che so insensibile a stincanti:
vedo erisvolto; io ci sto pallino!
Quanno vedo, p dd, na bella rosa,
vedo lnsetti che ce stanno drento
e chaddoralla nun bella cosa,
speciarmente ficcanno er naso ar centro!
In pi ce sta la spina sempre pronta,
a puncicatte si nun sei accorto!
La rosa aspetta la persona tonta?
cchitela la mia fantasia:
a la rosa jho trovo gi erisvolto!
E m ve chiedo: questa poesia?






 

ECCE HOMO 
18 Marzo 1976

Ecce Homo e venne su la tera
p insegnacce a vive da fratelli.

Ma quelli, che jha rotto li zarelli,
jhanno fatto, ar solito la guera!
E quanno, sarvognuno, lui jha detto

che loperaio va trattato mejo;
er dare c lav naffare serio;
se deve libber ogni schiavetto:
loro se so riuniti tutti quanti,
li sacerdoti e li caporioni
e nun sentenno pi manco li santi,
lhanno incastrato, que la stessa corte
e a furia de cazzotti e de schiaffoni,
stato crocifisso e messo a morte!







 

EMIGRANTI 
22 aprile 2008

 Vorei tanto chognuno possa fallo,
a mettese denantro ne li panni;
vorei chognuno, poi, sentisse callo
quanno er freddo nellossa te fa danni!
Vorei nisunavesse mai sofferto
er peso de sentisse no stragnero;
vorei che nisuno fusse esperto
de quer che provi a esse forestiero!
Per, me piacerebbe, da na parte
fa st qualcuno, c ddu lire in tasca,
a parl nantra lingua, legge carte,
stattento a le postille sinn casca
nellinfrazzione e lo fai riparte:
si la capoccia nun je se fa lasca!
Mettece poi che la perzona onesta,
non p mettese a fa er poliziotto
paritrov , de loro, chi fa cresta
o chi lavora a spizzico cor fiotto!
Ma si perfino drento na famija,
c chi lavora, chi er lavoro scanza,
chi rubba, sfrutta, gioca e sgozzovija,
chi usa la capoccia e chi la panza
Figuramose drento dun palazzo
nun parlamo poi de na nazione..
Si tu ce penzi ce diventi pazzo!
Noi chi semo? O noi famo eccezione?
O su a Singen o gi a Milazzo,
c r delinquente p ogni stagione!



 

 

EPIGRAMMI 

LI SRDI  (1959)

  Li srdi so come le donne:
si nun ce l'hai, magari una,
t'accontenteresti de avella;
ma si cominci a sta c quarchiduna,
allora, te lo dico in confidenza,
pi ne hai e meno so a sufficienza!

L'AMORE  (1959)


L'Amore come 'na cipolla:
de fora. a vedesse pare bella
ma quanno la cominci a sfoj,
t'accorgi che te p fa lacrim!

 

AMA IL PROSSIMO  (1959)



Si me sparassi, tutti piagnerebbero;
tutti sarebbero presi dar dolore;
ma poco dopo se ne scorderebbero;
solo uno nun se ne scorder: er creditore!

 

 

A FRANCESCA E MICHELE


Dimme quann charitornate;
er sottoscritto cor Grande Metfame,
sentimo nostargia der gelatame,
doppo un par de solenni litigate!

 

 

A MELISSA ED ANDREA


Grande ed eccelso Calimero,
dillo a Melissa;
il nero non sempre cos nero,
se la mantissa.







 

 

ER CAVALLO E IR PORCO 
(anno 1950, II media)*

      Se stava a scrufol tra la cicoria,
quanno sent na voce cavernosa:
Va via, me sporcherai la Storia!
Lo sai ch cosa poco dignitosa,
      che proprio io, che so fijo de Troia,
devo da sta assieme cor majale!
Er porco arz er grugno co gran noia
e vidde quer cavallo eccezionale!
Io nun capisco,  fece  er porcello,
Stuscita tua moffende veramente:
pe via de madre, tu sei mi fratello;
sortanto er padre ciavemo differente!

* Ci guadagnai la sospensione durante lora di lettere.








 

ER CICLO 
16/05/05

  La cellula se sdoppia,
quadruplica e fa coppia.
E quanno s riunita,
dicheno ch na vita!
Da quer momento in poi,
toccalla guai a voi!.
Chi gi moribonno
offre, in tutter monno,
allammalato er pezzo,
si se combina er prezzo!
Che monno de bucie,
pieno dipocrisie!
Tu penza allElettrone:
po divent Fotone,
poi Luce, poi Calore
p divent Vapore,
poi Pioggia ininterrotta,
sinvia alla Condotta,
creamo na Tensione:
ariecco lElettrone!
Nun crede sia finita:
lElettrone Vita!




 

 

ER CREDE
 Dicembre 1979

Certo che crede in Dio 'na gran cosa:
quanno che stai p'addor 'na rosa,
 te puncichi; emb pi sgridallo
dimo che t'autorizza  a biastimallo;
Ma so'dolori quanno nun ce credi:
 si tu  confidi solo de chi vedi,
 e nun te fidi de li paradossi....
'gni cosa che succede a chi l'addossi?
Tu  de quarcuno devi da fidatte,
 pe' dije de li mali che ce stanno;
 pe' lamentatte; puro pe sfogatte!
Per, me sento un peso qu ner petto:
 si lui gi sa le cose come vanno,
  perch nun le modifica a progetto?

Che padre sar mai un padre tale,
     quanno che gi lo sa quer che farai,
     e nun te ferma, in tempo reale?
     Dovrebbe ditte "Guarda cascherai!"
Tu dichi che noantri lo volemo,
     perch semo cattivi e malviventi.
     E le creature? Come la mettemo?
     Appena nati gi so' delinquenti?
E si vero sur debbito pendente
     der fatto de la mela ner giardino,
     allora proprio grave veramente!
Un' onniscente,  un' onnipotente
     nun deve da rifasse sur bambino:
     parte cor piede farzo veramente!

 Ma nun sar che se lo so' creato,                           'sta gente sfruttatora e marpina,                           se so' inventato a d che peccato,                           cos commanna su la ggente bna?                   
 Annamoce a rifrette un momento:                         ma po' esiste uno tanto infame,                           che crea co la fanga un monumento,
 je da 'na vita fatta de letame?
Ma io, e so' cattivo proprio tanto,
solo si me va male un lavoro
me pare che me crolla tutto quanto!...
E questo nostro padresicutera,
te crea tutto 'sto capolavoro
e lo riduce a 'na pattumiera?

Un'antra cosa nun me fa capace;
l'ape e la vespa so' un'antr'esempio:                  una lavora e produce in pace
e l'antra pe' camp deve fa' scempio.
Tutt'e due so' utili a le piante,
pe' l'impollinazione e la difesa
contro l'insetto trucido infestante;
ognuna co' la pianta ci 'n'intesa.
Ma l'ape pe' difenne 'na partita
de miele, c'ha prodotto co' fatica,
si pungica, ce lasser la vita!
La vespa, che pi pericolosa,
pungica quante vorte ja va a cica!

Ecchete 'n'antra cosa prodigiosa!





 

CHI NON ZA LEGGE, PO' SCRIVE? 

  A ggende che pe lgge
fa na grossa fatiga,
come p fa a rgge
de scrive cache riga?
Prima di pija a penna
epp sporcane a carta,
mejo se tendenna,
e fa come f a sarta:
mmastsce bene a stoffa,
controlla e misure:
se a csa non goffa,
cumingia e cuciture!







 

CINQUE LENA P'EU FCU 1

A questa poesia stata cambiata lortografia dallautore.
                                      1950

 Dicea nonna, quanno da monlli
ce portava joppu fosso
a recoje i ricciarelli[2]:

Una legna, al tuo osso
non fa male, signor mio,
ma nemmeno fa il fuoco!
- Ma ddu lena?- dico io
Ne faranno sempre poco
- Ma perch parli ciovile?-
Cuc mejo th recrdi
e te sndi minu vile
quanno tu non te ne scrdi
che u fcu pe picciallu
te ppicclli cinque lena
tu cumingi a sint callu
e te scrdi de gni pena!

 

[1] Poesia ritrovata anni or sono in un quaderno delle medie, dove cera anche Er Cavallo e ir Porco che mi frutt lespulsione dallaula  per lora di lettere.

[2] erano dei cespugli fitti e ricci di una pianta che assomiglia alla mortella (o era una variet di essa);  secchi facevano molta fiamma.




 

DAU DENDISTA 

  Llongatu coa vocca spalangada,
dau dendista, guaci p dd ora;
a capoccia non che s fermada:
cammina, vola, elabbora e lavora.
E m cascada ncapu quistidea:
se come mosche, senza masticane,
nui succhiessmmo, tutta sta tropea
ce resparagnermmo de bozzane;
non rmmo custritti, pori cristi,
a subbisse duluri e srdi a spenne
apprssu a sti vambiri de dendisti!
Per se sa che a soma spissu ppnne:
ce trovarremmo a spenne coi tubisti!
....Da callicunu mo da dipenne!







 

DDO CE PORTARRAU 

2014

  Come sarr che gniciun monellu
gioca pi ai giochi sani de na vta?
Mo pare prpiu che u cerevellu
je gira pi veloce de na rota!
E sguerde
1 ha da gir, pe sta appressu
a tutti i marchingegni che ce stau;
ma au Sindimendu che j mai successu?
U Rispttu, a Seriet ddo se ne vau?
Co sti talifunitti che fau tuttu,
parli, vardi2 a tuttu u munnu sanu
ma non te ccrgi ch tuttu curruttu!
A gioc a palla, ggi te cce mmusci:
cunusci ggente che stau londanu,
ma chi bbta3 co te, non u cunusci!



1) svelto, veloce   2) guardi   3) abita






DICEMBRE 

  Tra un p firnise lannu;
pi vecchi diventemo;
p quesso a Capudannu,
ballemo e sparemo!
E piante tutte spoje
quelle che perdu e fronne,
u ventu e recoje,
e mischia, e confonne.
U Sle s sfreddatu
e quanno scappa scarsu;
u tempu s guastatu:
o nuvulu comparsu!





 

 
Se avete segnalazioni su come possiamo rendere il nostro sito pi consono per favore contattateci;  ci piacerebbe sentire da voi qualche consiglio o dimenticanza fatta.
Contattare PIERLUIGI
grillo@pcamilli.net


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