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LE POESIE DI
Gabriella
LA PAGINA DI
 GABRIELLA FILIPPETTA



CENNI BIOGRAFICI

Gabriella Filippetta, nata a Moricone il 9 novembre 1928 e morta il 16 maggio 1997 si può considerare figlia d’Arte, essendo  figlia di Giuseppe (Peppe); quindi si potrebbe dire che la poesia l’ha nel DNA.

Come per altri, mi limito ad inserire in questa mia raccolta di versi di poeti, prevalentemente, moriconesi, lasciando all’autrice di auto presentarsi.       

      La dedica, per me, di Gabriella sul suo libro.




PREMESSA

 

Da Moricone, piccola località ma storicamente interessante, sono approdata a Roma ove l’incontro con la cultura e l’arte è più facile.

Sono autodidatta... ma alcuni anni or sono ho scoperto la bellezza della cultura che da ragazza — pur agognandola — non ho potuto coltivare ed ho frequentato l’università della Terza Età!

Ho riscoperto la bellezza intrinseca dell’esprimersi poetando, caratteristico mezzo di comunicazione consono al mio carattere incline alla dolcezza e aperto all'affettuosità.

Con la frequentazione di ambienti aperti al linguaggio poetico ho potuto sperimentare la ricchezza dell’interazione.

Le mie semplici proposte «poetiche» che si dipanano nelle pagine che seguono vogliono solo essere un piccolo tentativo di un inno all’amore e alla vita.

                                                                                                                                                                                                          Gabriella Filippetta


CI STO LAVORANDO 
                  INDICE                 e         DEPOSITO POESIE

Mamma

DA RIFLESSI
Mamma
sei l'idolo di ogni casa
ti ricordo con il tuo ciuffo di capelli
di donna tradizionale e rurale
con il tuo potere materno,
con le tue sofferenze
mi hai inserito nella vita quotidiana
continuatrice di questo mistero
su di te si concentra tutto l'amore
e mi trascina verso i tuoi ricordi
oggi ti vedo in un quadro appeso al muro
come ritratto di una madonna.
Con i tuoi vestiti dell'ottocento
come sei bella mamma!
Ricordo come tenevi
la zappa in mano
il sole ti arrossava il viso
e quando arrivavi sul tuo campo,
volavano gli uccelli, cantava il gallo
i nostri gatti ti assaltavano con affetto,
il nostro cane scodinzolava,
aspettavano il tuo cesto
e il profumo di polenta,
e il nostro gregge belava
era l'ora di mungere
ti bruciavi al focolare,
eri la donna più eccezionale della nostra terra.
O mamma,
quanto eri bella
come un fiore, al sole, eri tu...

Il Cristo del capitello corinto

DA RIFLESSI"
Un uomo, nato come noi,
ha camminato nelle strade
del destino,
accettato l'oltraggio, scudo dell'uomo,
ha amato il suo popolo
ha donato il suo corpo
ha gettato il suo sangue
alla giustizia, pace e libertà.
Come fratello di tutti
e figlio del Padre, ha portato la sua Croce,
cade e ricade,
in ginocchio per le strade,
una donna implora
con tenera pietà,
ma il potente è crudele,
rifiuta l'innocenza.
Si lava le mani, condanna
la bestia feroce,
ma Cristo risorge, come luce accecata
dalla pietra si leva e nessuno sa,
con mistero di fede, è risorto! È risorto!
Ma nessuno ci crede, come uomo terreno,
è volato nel cielo e c'è ancora chi aspetta
il Messia Celeste.

La natura

DA RIFLESSI
È l'alba.
Apro la finestra
alzo gli occhi, guardo il cielo.
È azzurro,
una nuova nube copre il sole.
Guardo intorno... osservo
montagne verdi,
piante fiorite danno frutti,
uccelli cantano,
rondini volano,
farfalle risplendono nel sole,
bambini giocano,
un uomo cammina.
Sotto il suo fardello faticoso.
Una donna
ha nel suo grembo il frutto
del suo amore.
Dono del Dio.
La natura è vera... da frutti.
Un fiore nasce in un prato
ed ha un cuore dov'è nascosto
un segreto.

Vita solitaria

DA RIFLESSI
Nella vita interiore
vibra il tuo cuore felice.
Vedo i tuoi occhi neri
come perle, di cristallo,
che nel guardar fanno scintille.
Ascolti la tua musica
per dimenticare l'amara verità,
il piacere, la virtù.
Il tuo cuor amor non ha!
La tua vita solitaria
vuoi accettare, come un fiume
disfatto dalla siccità.
Solo con il tuo amore
vuoi restare.

Monte Screbbia

DA RIFLESSI
Fatale
fosti testimone
dei miei sospiri.
Oasi di lepri e fagiani
verde il bosco
sorride l'alba
il sole ti bacia all'imbrunire.
Oh! Screbbia... ti guardai
dal mio ostello
e tu ascoltavi
la mia novella...
perché non mi rapisci
e diventerò roccia
silenziosa come te...

Parole

DA RIFLESSI
Parole magiche
accarezzavano
come in una favola
di principessa.
La mia mente sognava
...vedevo la terra
il mare
la magia di un azzurro dorato...
insenature e scogli parevano
dipinti d'argento.
Vedevo il tramonto
ero felice.
...Ho lasciato scorrere il tempo...
si risveglia l'isola del sogno...
una fiaba...
una fata...
il vento la portò
nell'isola delle rose...
sollevata sull'ala
di una farfalla.
Erano solo parole magiche...

L'albero di Giuda

DA RIFLESSI
Il mondo è tuo...
la terra è del cielo
il paradiso del silenzio
ma tu sei qui dove sono io.
Il pino è in festa
dorme la siepe
concilia il sonno.
Il tuo viso
è tra gli alberi dei sospiri...
Amore
vieni con il vento...
tra le siepi del bosco...
il glicine è fiorito
e piange...
è vicino all'albero di Giuda.
La natura
è l'affresco del paradiso
le gioie sono tra le foglie
il mio viso è tra le onde del mare.
Sorriso sono i tuoi occhi...
le ali dei passeri
fremono
nel tramonto.
Domani corro da te
e tu mi aspetterai...
ti voglio portare una foglia
della mia solitudine...
su di essa scrivo
le parole poetiche...
ti amo.

Le mie colline

DA RIFLESSI
Dicono pace al cuore
le mie colline...
Nebbie diradate
panorami verdi
sorridono piogge mattutine...
è il trionfo della natura...
A qual prezzo
la mia giovinezza
come usignolo
si perde tra le nuvole?
Quale ricchezza
è la virtù che ha spezzato
le ali
di una farfalla?
Spirito struggente d'amore
che risveglia i meandri
del cuore
fuggendo smarrita tra gli alberi
occhio profano
ferisce la mia anima.
...ma scelgo la via più breve...
il rifugio nei meandri del cuore.

Un fiore

DA RIFLESSI
Avevo un fiore
con due gocce di limone
l'annaffiavo
e germogliava a primavera
ai primi raggi del sole
e il suo profumo diffondeva magia.
Aveva un cuoricino da bambino.
L'adoravo: era il mio fiore,
era del mio giardino.
Un dì
dal mio giardino svanì...
non amava il cuore mio.

Gli alberi

DA RIFLESSI
Guarderò solo gli alberi
perché essi non tradiscono
guarderò solo gli uccelli
perché sono sinceri
guarderò le farfalle
amiche dei silenzi
guarderò il sole
perché voglio che ti riscaldi
il cuore
guarderò la luna
perché dia luce ai tuoi occhi
guarderò le stelle
quando è notte fonda
sognerò il mare
perché ti riporti a riva
disegnerò sulla sabbia
un pesce che ti sorrida
guarderò il cielo
perché mi rapisca
come un angelo, fuggente.
...Ti ricorderò...

Il pozzo dell'amore

DA RIFLESSI
Camminando ho ritrovato il pozzo
dell’amore
dell’ultima notte
hai riposato nel giardino
tra le ali di una colomba
e ti ho colto arance e gelsomini
ove posavano infinite promesse
di questo corpo che ora ti pesa
e al margine di mura screpolate
si frantumano ricordi adolescenti.
...La giovinezza
è ancora mio appannaggio
e scompiglia dolcemente
il mio cuore
l’assenza di un amore
come la candela senza luce
perché il mio silenzio
è senza sole
e muore nei miei versi
il mio pensiero.

Notte stellata

DA RIFLESSI
Notte stellata
sotto una roccia, palpitante,
sentii il tumulto,
appagare il destino della notte,
infranti cuori solitari,
rassomigli agli Dei notturni.
Il verso dell’amico,
all’ambito silenzio,
triste come di un lontano
assenzio.
Notte, bella, riduci
la mia pena,
tormentami se vuoi,
ma fammi forte.
Notte d’inverno,
la tua dolce storia,
godemmo, quelle stelle
soli, nella notte,
fuggimmo,
tristi, delusi, con paura
lasciammo, stelle,
e notte al buio.

Ho sognato

DA RIFLESSI
Come eri bello
le tue braccia tese verso di me.
Mi donasti una rosa
eri in un grande giardino!
L’hai colta per me?
Le colombe volavano,
in un cielo sereno, al tramonto
la luna spuntava,
con amore profondo
vivevo il tuo amore,
prendevo la tua rosa
di un odore stupendo.
È l’alba, mi sveglio
la rosa non è,
il tuo amore nemmeno,
le tue labbra (dove sono?)
le colombe dove sono andate?
Il tuo amore era bello,
ma era un sogno,
solo un sogno

Ragazzo selvaggio

DA RIFLESSI
Non appartieni al tuo mondo
sei libero nei tuoi pensieri
come verme romantico
e sogni la tua crudeltà.
Appartieni al tuo sole
e ti copri il tuo pudore
con la foglia dell’albero
come natura t’ha insegnato
la natura di Satana.
Ma... hai il cuore di un fiore
e selvaggia è la tua terra...
il mare è la tua virtù
che ti dà il potere
di cacciare il destino
di cogliere l’argilla
di trovare la meraviglia
dei monti e dei mari.
Tua dimora è la zattera
e ami te stesso
dimenticando
che esisto anch’io

Amore

DA RIFLESSI
Amore amore amore
riporta il mio cuore.
Amore
riporta i miei baci.
Amore
riporta il mio fiore.
Amore
non lasciarlo al mare.
Amore
riportalo con il vento.

Notte

DA RIFLESSI
Ho sognato Mamma
Il Cristo del capitello
La natura
Vita solitaria
Ragazzo selvaggio
Amore
Tu
La stella dorme
Tramonto
Il marinaio
Un fiore
Amico Mio
Amore Proibito
Se riconoscessi la solitudine
Nasce un fiore
L’amore non ha età
La natura
È finito cosi
Amore mio perduto
Solitaria
Amo la tua libertà
Il vecchio e il bimbo
Il lupo solitario
L’Aquilone Il pianeta sole
La nonna
Il Volo
l’isola.

Tu

DA RIFLESSI
Sei tu che mi svegli
sei tu che batti
il mio cuore,
sei tu che respiri
sei tu il mio respiro,
sei tu che per le stradi
effondi il mio nome,
sei tu che vuoi
il mio corpo.
È svanita in fretta
la notte della primavera
la favola d’amore
che tu raccontavi.

Domani

DA RIFLESSI
Vieni domani amore mio...
nelle mie mani le tue mani
quando nel cielo è già domani...
sarà un sogno.
Vieni amore mio
con il vento tra i capelli ...
sarà un sogno
pensare alla nostra felicità.
Domani...
un altro giorno
io ti aspetterò
guarderò i tuoi occhi
saranno quelli di ieri...
la tua bocca sarà la stessa
la mia è come la rosa
ti aspetterò domani.
Domani.

Il canto delle stagioni

DA RIFLESSI
...Come le allodole...
il tuo canto è il mio respiro
come l’albero del melo
canto d’amore
rifugio del mistero.
Amore ti ascolto
mentre ti guardo
ti canterò l’inno dell’amore
al vespro
all’apparir delle sirene
nel fruscio dell’acqua
che bagna l’albero delle rose.
Amore dolce melodia della notte
ti canterò il suono della cicala...
in autunno
ti canterò
nascosta nel guscio della speranza,
prolungherò il pianto della sofferenza,
ti cullerò come la luna
nella notte...
ti scalderò al seno nel primo inverno
ti coprirò col manto della neve,
ti amerò al primo fiore di primavera.

Notte luminosa

DA RIFLESSI
Roselline di siepe
trasparenti
di velluto
frammenti di ricordi
sulle note musicali
che suscitano
sogni di poesia.
Stelle dorate
sull’azzurro mare
quasi in veglia
sugli amanti sperduti
cosparsi di baci...
ma... sorridono parimenti
guardando il cielo
incandescente di gioie
e speranze.
Parole sulla melodia
dell’arpa
mi fanno fremere
in sogni immaginari
di un’anima viva
profumata di giovinezza
umile giardino
di primavera.
 
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Contattare PIERLUIGI
grillo@pcamilli.net


 
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