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PRIMO MAGGIO 2014

Cosa è cambiato dal 2010?  Scrissi alla "Contessa", mia carissima amica,  questo: 

1° Maggio 2010

 
Cara Contessa, posso sempre chiamarti così?, domani è il Primo Maggio.
 Qualche decennio fa, era quasi una parola (inteso come avvento) magica come Natale o Pasqua; in verità proprio come Pasqua visto che un “leader” del socialismo italiano come Andrea Costa, affermò nel 1893, a proposito del Primo Maggio: “I cattolici hanno la Pasqua; da oggi in poi anche i lavoratori avranno la loro Pasqua”! Non stiamo a disquisire su “ i cattolici e i lavoratori” (si era nel 1893) – ma, proprio come il Natale (e Pasqua) il Primo Maggio è diventato qualcosa di banalmente consumistico. Come il Natale, lo abbiamo (leggi hanno) svuotato di quel valore mistico che aveva quando lo spuntino non era ancora un fast-break; quando il lume del presepe non era un fantasmagorico brilluccichìo, come le riunioni a San Giovanni del Primo Maggio non erano concerti per ragazzi forsennati che un tempo erano riservati ai figli di papà! Non fraintendermi, Contessa, ma si potrebbe anche cercare di adeguarsi ai tempi, se i tempi fossero cambiati in meglio e non avessimo più davanti agli occhi spettacoli come quello della foto.                                                                                                    
Poi, consentimi uno sfogo storico politico: coma si fa a poter sentire da un esponente politico che rappresenta la classe di coloro che il Primo Maggio lo hanno sempre osteggiato e addirittura per vent'’anni lo spostarono al 21 Aprile, natale di Roma, che il Primo Maggio è la festa dei lavoratori, anche quelli di destra. 
Fin dagli albori il Primo Maggio fu organizzazione sindacale, cooperativa e infine politica, per ottenere un reale miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita (tra loro strettamente connesse, come ben presto si capì e come oggi si tende a dimenticare). Si capì che farne una manifestazione mondiale  sarebbe valsa per porre un limite al bestiale sfruttamento capitalistico.
 Ci fu un periodo che proprio per quella destra si fu nell’impossibilità di celebrare la Festa, quando le classi lavoratrici, private dei loro partiti e dei loro sindacati, caddero sotto il giogo della dittatura fascista; fino ai nostri giorni che vedono, in un quadro che riproduce, all’interno di un regime formalmente democratico, taluni meccanismi nazional-corporativi di quel ventennio. 
Contessa, tu lo sai che non è mia indole l’estremismo ma con ciò che possiamo vedere in questo periodo, allegramente bigio periodo, faccio mia una frase che ho letto, non ricordo dove, dicendo che spero tanto affinché  “I lavoratori che tornano ad innalzare, sollevandola dal fango in cui l’hanno gettata i revisionisti e i liquidatori di ogni risma, la rossa bandiera che reca il grande appello dettato da Marx e da Engels: “Proletari di tutto il mondo, unitevi!”.
 Tu mi dirai, Contessa, che i proletari non ci sono più! Lascia che si continui così, e riavremo anche i servi della gleba! (Sperando che ne resti tra il cemento, di gleba!)
Ti saluto con la speranza nel cuore che avrai la bontà di comunicare questo indegno pensiero anche a chi quando lo chiami compagno fa finta di non sentire, per paura di essere escluso alla competizione del potere! Un paterno ( leggi fraterno) abbraccio (fine).
 
 Pertanto, credo che questa poesia ci suoni bene.
                                                                                            
  È ANCORA ER PRIMO MAGGIO?

Ormai Compagno nun vordì più gnente:
nemmanco er Primo Maggio più se dice;
ormai ognuno resta indifferente
e a nisuno ormai più s’addice!

Coll’aria che noantri respiramo,
piena de tristi carichi bancari,
è assodato che se vergognamo
d’èsse Compagni e d’esse Proletari!

E come sempre, poi le Ricorrenze,
le trasformamo in giocose feste
piene de baracconi e de scemenze,

alimentate da li gran magnati
pé fa li sordi su le nostre teste
e noi sempre più poveri e fregati!

Pierluigi.

COMUNQUE, CHE SIA UN BUON PRIMO MAGGIO PER TUTTI. 
 E VEDETE DI "PIANTARE" UN BEL PRIMO MAGGIO! 


 
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